I rasoi della Guerra Civile Spagnola

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I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda altus » 08/06/2015, 20:31

La Grande Storia a volte viene raccontata da oggetti semplici. Come i rasoi della Guerra Civile Spagnola, prodotti dai sindacati anarchici FAI e CNT in un piccolo paese alle porte di Barcellona.


Luglio 1936. Barcellona era una polveriera in fiamme.
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Il 18 luglio, gli ufficiali militari compromessi nella sollevazione ricevono un telegramma, che indica il giorno e l'ora per la rivolta: "Domani riceveranno cinque risme di carta", il che significa che il 19, alle 5 di mattina, dovevano far uscire le truppe nelle strade.
Due giorni prima, gli anarco-sindacalisti avevano vuotato le armerie delle navi ancorate nel porto di Barcellona: Manuel Arnauz, Uruguay, Argentina e Marqués de Comillas, sequestrando grandi quantità di armi. I leader sindacali si rivolgono a Lluís Companys i Jover e gli chiedono che i lavoratori vengano armati per difendere la Repubblica, cosa a cui lui si oppone. Ma questo rifiuto del presidente della Generalidad risulta inutile, già che migliaia di uomini sono riusciti a appropriarsi di un'arma, arma che in molti casi non sanno come usare.
Alle cinque del mattino inizia la rivolta delle diverse unità militari: Il Reggimento di fanteria "Badajoz" avanzata su Plaza de Cataluña e il "Reggimento di Cavalleria di Montesa" occupa Plaza de España, il Paralelo e la Plaza de la Universidad. Il 1° Reggimento Artiglieria di Montagna cerca di occupare la Consejería de la Gobernación (Palazzo del Governo).
Ma a tutte queste unità si opporranno in modo imprevisto le truppe della Guardia Civil e le Guardias de Asalto, che decidono di rimanere fedeli al governo repubblicano, e innumerevoli militanti dei sindacati anarchici CNT e FAI, che erano appena stati armati. Molti cittadini alzano barricate per impedire l'avanzata delle truppe ribelli. La battaglia si espande ad altre zone di Barcellona tra le forze militari ribelli e le forze dell'Orden Público, affiancate queste dai lavoratori anarcosindacalisti.

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...
Frente a vosotros he visto la sangre
de España levantarse
para ahogaros en una sola ola
de orgullo y de cuchillos!
Generales
traidores:
mirad mi casa muerta,
mirad España rota:
pero de cada casa muerta sale metal ardiendo
en vez de flores,
pero de cada hueco de España
sale España,
pero de cada niño muerto sale un fusil con ojos,
pero de cada crimen nacen balas
que os hallarán un día el sitio
del corazón.
....

...
Davanti a voi ho visto
Sollevarsi il sangue della Spagna
Per annegarvi in una sola onda
Di orgoglio e di coltelli!
Generali
Traditori:
Guardate la mia casa morta,
Guardata la Spagna spezzata:
Però da ogni casa morta esce metallo ardente
Invece di fiori,
Da ogni foro della Spagna
La Spagna viene fuori,
Da ogni bambino morto vien fuori un fucile con occhi,
Da ogni crimine nascono proiettili
Che un giorno troveranno il bersaglio
Del vostro cuore.
.....
(P. Neruda)


Incredibilmente durante la Guerra Civile furono prodotti dei rasoi punzonati con le sigle delle organizzazioni anarco-sindacaliste C.N.T. e F.A.I.

La Confederación Nacional del Trabajo (CNT) è un sindacato anarco-sindacalista nato nel 1910. Al suo interno si svilupparono diverse correnti, alcune più moderate (treintistas o posibilistas) e altre più rivoluzionarie. Per evitare il prevalere dei moderati, gli anarchici più radicali fondarono nel 1927 la Federación Anarquista Ibérica (FAI), costruendo la corrente faista che si oppose radicalmente ai treintistas.
Lentamente faistas acquisirono una netta maggioranza all'interno della CNT, determinando la fuoriuscita di alcuni membri moderati, come Ángel Pestaña che fondò il Partito Sindicalista nel 1931.
I faistas erano anche militanti della CNT ma agivano clandestinamente all'interno della Federación Anarquista Ibérica, che era una sorta di organizzazione segreta che talvolta portava avanti azioni in difesa della sicurezza degli anarchici, i quali frequentemente subivano violenze dai pistoleros del Sindicato Libre.
La FAI agì come una sorta di cinghia di trasmissione della CNT, di cui fu anche il braccio armato ed illegalista (oltre alle azioni di autodifesa, frequenti furono le rapine di autofinanziamento). Per lungo tempo, sino alla rivoluzione spagnola, le due organizzazioni si comportarono seguendo i principi bakunisti del dualismo organizzativo: la CNT rappresentava l'organizzazione di massa (sindacato) e la FAI quella di specifico (organizzazione politica).


I rasoi (secondo i punzoni) vennero forgiati a Caldas de Estrach, a nord di Barcellona

Caldas de Estrach (Caldes d'Estrach in catalano, Caldetas in spagnolo) località marittima a nord di Barcellona, vicino a Areyns de Mar, luogo di vacanze di buona parte della borghesia barcellonese, che allo scoppio della Guerra Civile era stata dichiarata "città aperta", cioè non bombardabile.
Durante il conflitto, molte case di questa località vennero abbandonate dai loro proprietari e occupate da varie organizzazioni della Repubblica in ritirata. Quando Barcellona iniziò a essere bombardata dai fascisti, le delegazioni diplomatiche, decisero di stabilirsi a Caldes (in precedenza dichiarata "città aperta") facile da rifornire via mare dalle rispettive marine militari.
La delegazione più grande era la francese a Llavaneres ma con uffici e consolati sparsi a Caldes (Can Blanc Can Figueres, Titus y Can Valls), che accolsero anche rifugiati. L'ambasciata britannica era a Can Soler e il consolato a Can Mercè y Garriga. L'ambasciata bulgara era a Can Puig Marcet, mentre quella del Costa Rica era a Can Boada, quella dell'Argentina a Can Geiss e la olandese a Casa de Fusta (che era stato il padiglione svizzero all'Expo 1929 di Barcellona). Risulta anche la presenza di ambasciate americane e danesi in Passeig dels Anglesos..
Allo stesso tempo, un gruppo di guardie d'assalto occupavano Can Carol, un gruppo di aviatori russi Can Sala, mentre l'Hotel Colon fu occupato prima dal Comitato della Repubblica e poi convertito in ateneo popolare.


Ecco gli umili testimoni di quel momento tragico della storia europea, recentemente ritrovati da dei collezionisti spagnoli.

rasoio C.N.T. 14, Caldas de Estrach (Caldes d'Estrach)
2661926618
2662026621

rasoio F.A.I., Caldas de Estrach (Caldes d'Estrach)
26622
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda voxclamans indeserto » 09/06/2015, 15:46

mi hai fatto versare una lacrima..
tagliente come un "eccomi"
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda Barba64 » 10/06/2015, 9:16

E' sempre affascinante per me leggere le vicissitudini legate a degli oggetti del passato.
E' come se anche questi acquisissero un'anima e guardandoli riuscissero a trasmette le emozioni e le passioni di chi li ha posseduti.
Grazie Altus :P
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda Luca142857 » 10/06/2015, 21:17

Bellissima evocazione Altus.
< Frente a vosotros he visto la sangre 
de España levantarse
para ahogaros en una sola ola 
de orgullo y de cuchillos! >
Da brivido!!! :o
“La rasatura è una severa maestra.” Heinlein142857.
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda Supermomo » 10/06/2015, 21:57

Ormai gli appuntamenti con le tue notizie storiche sono imperdibili. Come sempre grazie di condividerli con noi.
Mandi Frus, da Massimo

Old Spice l'originale. Se tuo nonno non lo avesse usato, tu non esisteresti.
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda paciccio » 14/06/2015, 22:53

Altus Come sempre GRAZIE!!!
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda altus » 14/06/2015, 22:56

Un "FAI" potrebbe davvero essere il mio Graal personale... ma dubito fortemente di trovarne mai uno :(
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda altus » 06/03/2017, 19:55

Mai dire mai :D :D :D :D :D
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda claudius » 07/03/2017, 1:54

Complimenti Alessandro, bel destino questo rasoio :D. Sono contento per entrambi :D
Una curiosità: di che materiale è il manico?
cari saluti
Claudio
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda amerigo » 07/03/2017, 9:57

Ci hai messo niente a smanicarlo e ripulirlo :lol: :lol:
Sono felicissimo,auguri. E complimenti a quel segugio di Antonio ;)
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda PicklesMacCarthy » 10/03/2017, 14:17

Se quella lama potesse parlare!
Complimenti Altus.
...Perche' non c'e' niente che io detesti di piu' dell'odore di marcio delle bugie......(Col.Kurtz)
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda CozzaroNero » 11/03/2017, 0:23

Complimenti, invidio la tua grande esperienza e la tua nabualità

:D :D
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda altus » 11/10/2017, 9:15

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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda Dorfan » 11/10/2017, 11:12

Rievocazione storica che in questo periodo torna prepotentemente attuale con la dichiarazione di indipendenza Catalana di questi giorni, a più di 80 anni dai fatti citati in apertura di tread.

Corsi e ricorsi della storia.

Grazie Altus

D.
La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare ciò che si ha.
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda morgante » 17/04/2018, 18:01

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Articolo tratto da A rivista anarchica numero 424, Aprile 2018

Non nascondo che il desiderio di avere uno di questi rasoi è un traguardo personale, come se fosse la ricerca del mio Graal, citando Altus...
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda altus » 17/04/2018, 22:24

Per una più agevole lettura

Spagna '36/Quei rasoi collettivizzati


Chi legge questa rivista sa del grande esempio che il popolo lavoratore in Spagna ha saputo esprimere nei tormentati anni tra il 1936 e il 1939.
Molti settori produttivi erano collettivizzati, soprattutto in Catalogna, dall'industria ai trasporti, dallo spettacolo ai vari servizi. Anche le barberie vennero collettivizzate; prima dell'estate del '36 erano moltissime, in ogni strada se ne contavano e chi vi lavorava era pagato pochissimo, le condizioni igieniche erano pessime, se non nelle poche barberie di qualità che potevano permettersi solo i ricchi. I proprietari, di più di mille saloni, erano circa un centinaio.
Qui di seguito alcuni passaggi - tratti dal libro Colectivizaciones. La obra constructiva de la revolución española, di A. Souchy e P. Folgare - del discorso pronunciato da Juan Papiol del Sindacato Unico dei Barbieri ai microfoni di Radio E.C.N.1 CNT-FAI:

Il nostro settore lavorativo contava 1100 saloni [prima della collettivizzazione, ndr]; e proprio per questo elevato numero vivevamo tutti nella più nera miseria. 1100 saloni da pagarvi l'affitto e i vari costi, come la luce eccetera [...]. Allo stesso tempo eravamo vittime di tutti i fornitori di materiale per il nostro lavoro che ci costava più del trecento per cento del suo valore intrinseco. Naturalmente questo eccessivo numero di saloni costituiva una concorrenza intestina [...] e che quindi non permetteva esigere rivendicazioni economiche perché, proprio per via della sua infinita ramificazione, non dava sufficiente rendita economica. [...] D'accordo coi compagni della Confederación Nacional del Trabajo, abbiamo concepito il seguente progetto: ridurre i 1100 saloni a circa 200, che suppone un risparmio di 100'000 pesetas di affitti, più 30'000 di risparmio di luce e altri contributi. [...]
Le 235 barberie rimaste, occupano ora tutti i barbieri che erano attivi e quelli che, senza lavoro, si affannavano tra mille sforzi in preda alla miseria più nera. Come tutti i grandi progetti, il nostro, per la sua ampiezza e complessità non poteva che affrontare diverse difficoltà. In primo luogo, l'organizzazione di un sistema di approvigionamento dei prodotti da parrucchiere, che non si può risolvere nel giro di 24 ore [...] Pure ci siam confrontati con i restii, con quelli che per incoscienza e scarsa educazione sociale, mancanza di conoscenza economica e allo stesso tempo carenti di spirito idealista eran refrattari nell'identificarsi con noi in questo nuovo sistema di lavoro che stavamo iniziando.
Conseguenti ai nostri postulati basici, nei fini della CNT che consiste nell'eliminazione del padronato, abbiamo espropriato, però espropriato in maniera autentica al padronato della nostra categoria. Non abbiamo indennizzato assolutamente niente; unicamente abbiamo riconosciuto il diritto al lavoro a tutti i padroni. Nell'incorporarli al nuovo sistema di lavoro, unicamente rimane l'uomo, al quale riconosciamo il suo diritto alla vita. Il prodotto del lavoro si riparte con uguaglianza assoluta. Tra noi non vi sono categorie [...] abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. È stata la gran parte dei lavoratori che ha determinato la realizzazione di questo progetto.
A parte alcune difficoltà, il lavoro collettivo va consolidandosi, anticipando già un brillante esito, un trionfo conquistato. Per quanto riguarda il morale, le relazioni tra i lavoratori hanno acquistato un tal grado di elevazione che lascia sperare che in breve avranno conquistato il cuore di tutti i lavoratori, la realtà del nostro ideale anarchico.Questo processo ha permesso di migliorare le condizioni igieniche e di lavoro, abbattere totalmente la disoccupazione del settore e aumentare i guadagni dei lavoratori, diminuendo allo stesso tempo l'orario di lavoro.


E ora vediamo con buona probabilità con che cosa radevano (vedi foto nella pagina precedente).
Inciso sull'acciaio si legge il numero 14 che sta ad indicare l'altezza della lama (25 mm), la sigla C.N.T. oppure F.A.I. e sul lato opposto il luogo di produzione: Caldas de Estrach (località costiera a una quarantina di chilometri a nord di Barcellona), custodia ovviamente rossonera. Poche le informazioni in merito alla fabbrica.
Una certezza è la qualità del prodotto essendo il medesimo stampo e lo stesso acciaio del famoso rasoio Filarmonica Doble Temple, marchio appartenuto a José Monserrat Pou, figlio di Antonio Monserrat che aveva iniziato la produzione di rasoi proprio a Caldas de Estrach agli albori del novecento poi trasferitosi poco distante a Matarò negli anni venti, probabilmente lasciando una piccola parte di produzione a Caldas de Estrach.
Produzione anch'essa passata (purtroppo per troppo poco tempo) a collettività durante la nostra breve estate dell'anarchia.
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda antower71 » 09/06/2018, 8:20

Tra le cose che più mi affascinano in questo mondo ci sono i rasoi e le loro storie, questa in particolare mi colpì davvero.

Fu così che durante un viaggio a Barcellona mi ritrovai davanti, con enorme stupore un FAI, emozionante dove aver letto la storia legata ad esso, tornato a Roma decisi però di privarmene e cederlo a colui che scrisse questo bellissimo topic.

Passato un po’ di tempo in un viaggio stavolta virtuale, ecco un altro anarchico gravemente ferito aggiungerei.

60950


Decido di affidarmi per le cure del caso al nostro bravissimo arrotino a Roma che però stava affrontando una serie di vicissitudini legate alla salute, infatti dopo qualche mese mi chiama e mi chiede di ritirare i pezzi che avevo da lui poichè la lunga convalescenza non gli consente ancora di affrontare lavori delicati. Ritiro il tutto con l’augurio a Pietro di una rapida convalescenza.

Tornato a casa con il moribondo decido di affrontare la questione. La lama si presenta oltre al ben visibile tagliente sinusoidale con un usura costa non uniforme.

Utilizzo Atoma 140 e 400 per abbassare la lama e la sola 400 per uniformare la costa, non mi piace nè ritengo pratico lavorare con nastri a spessori sovrapposti.

Ci sarebbero voluti 3 strati dalla punta ad un 1/3 e 4 strati fino al tallone, ho portato tutto a 4 strati

6094960948

Il lavoro prosegue con la serie professional naniwa 1k, 3k e 5k poi una karasu ed infine la Lune per la finitura.

6094760946

Che dire, un lungo lavoro che in genere preferisco non affrontare ma un fiero combattente merita sempre rispetto.
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Re: I rasoi della Guerra Civile Spagnola

Messaggioda ugo911 » 09/06/2018, 12:23

Ecco uno dei tanti rasoi che ti invidio!!!! Chissà se anche io riuscirò a trovarne uno!!!!bello lui è bravo tu ad averlo trovato e resuscitato!!!!
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