Guida all'uso del "Manolibera"

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Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 12/04/2012, 10:05

LA RASATURA RESA FACILE
(QUELLO CHE UN UOMO CHE SI RADE DA SE DEVE SAPERE)
(in collaborazione con Franz Kleber)


Copyright 1905
By
The 20th Century
Correspondence school



QUESTO LIBRO E’ DEDICATO A QUEGLI UOMINI
CHE MANIFESTANO DIFFICOLTA’ NEL RASARSI
CON LA SPERANZA CHE I CONSIGLI CONTENUTI IN
QUESTO LIBRETTO GLI AIUTINO NEL RIMEDIARE
AI LORO PROBLEMI



PREFAZIONE

L’obiettivo di questo piccolo libro è quello di fornire chiare e complete informazioni riguardo l’arte di radersi.
Ci sono pochissimi uomini che non hanno provato più o meno difficoltà nel radersi personalmente , ed anzi , dopo numerosi ed infruttuosi tentativi , moltissimi hanno preferito gettare la spugna e recarsi dal barbiere , noi crediamo che questi signori preferirebbero sicuramente rasarsi da soli se solo riuscissero ad ottenere gli stessi risultati del loro barbiere.
Detto per inciso in questo caso i vantaggi sarebbero molti , per prima cosa la rasatura sarebbe eseguita nella totale privacy del loro bagno , usando i personali attrezzi come rasoio , tazza , pennello ed asciugamani che terrebbe scrupolosamente puliti e sterilizzati così da eliminare completamente il costante pericolo di infezioni .
Non ci sarebbe da fare noiosissime fila perdendo tempo prezioso e soprattutto senza alcun esborso di denaro , insomma , sotto i punti di vista della salute e finanziario l’uomo che sa radersi da se senza problemi è sicuramente un vincente!
Sono convinto che esistono poche cose nella vita che risultano veramente difficili da eseguire quando si sa bene come devono essere fatte e si dispone di attrezzature valide , la rasatura non fa eccezione , l’arte della rasatura personale può essere facilmente imparata se solo se ne ha veramente la voglia ed intenzione.
Questo libretto , a quanto ci risulta fino ad ora , è il solo che tratta questo argomento nella maniera corretta e preoccupandosi di fornire tutte le informazioni valide sia per chi già ottiene dei buoni risultati ed intende migliorarsi sia per chi invece è alle prime armi.
Noi crediamo che chiunque legga attentamente quanto descritto e segua bene le istruzioni contenute sarà , dopo un adeguato periodo di pratica , in grado di radersi da solo ottenendo dei risultati anche migliori di quelli che avrebbe da un barbiere professionista.


CONTENUTI

I. L’ATTREZZATURA PER LA RASATURA
II. IL RASOIO
III. CURA DEL RASOIO
IV. IL RASOIO DI SICUREZZA
V. LA PIETRA PER AFFILARE
VI. COME USARE LA PIETRA
VII. LA CORAMELLA
VIII. COME USARE LA CORAMELLA
IX. IL PENNELLO DA BARBA
X. LA TAZZA PER IL SAPONE
XI. IL SAPONE
XII. LA SCHIUMA
XIII. ISTRUZIONI PER I PRINCIPIANTI
XIV. IL GIUSTO SISTEMA PER RADERSI
XV. CURA DEL VISO DOPO LA RASATURA
XVI. IRRITAZIONE DELLA PELLE , CAUSE E PREVENZIONE


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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Alexandros » 13/04/2012, 21:36

Questa è una guida veramente ben fatta Aldebaran...aspetto ansioso di leggere la parte restante.... ;)
Quando posso, al soffitto di una stanza preferisco un tetto di stelle.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 14/04/2012, 19:29

Grazie Alexandros, in realtà il merito è di Franz Kleber.Continuero' a sistemare il tutto e scrivere le altre parti io ma si dovrà pazientare...
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 11:43

I. L’ATTREZZATURA PER LA RASATURA
Per avere eccellenti risultati in ogni campo occorrono sempre attrezzature di prim’ordine , non importa con quale maestria si maneggiano utensili di bassa qualità , essi produrranno inevitabilmente risultati al di sotto delle aspettative.
Sicuramente anche nella rasatura l’uso di rasoi , coramelle e saponi di cattiva fattura unita a mancanza di informazioni corrette ha contribuito a tante delusioni.
Per ottenere i migliori risultati possibili occorre usare assieme buoni attrezzi e buona manualità , una buona attrezzatura consiste in uno o due rasoi di buona fattura , una coramella di prima classe , uno specchio , una tazza , un pennello , un pezzo di sapone da barba ed infine un buon dopobarba come BAYRUM o WITCH HAZEL.
Questi costituiscono quello che si possono considerare gli articoli veramente necessari , ed a questi si possono poi aggiungere un elevato numero di altri come una buona pietra per affilare , polvere di magnesia o talco , astringente o penna anti sanguinamento , lozioni antisettiche ecc. ecc. le quali , non strettamente necessarie , possono aumentare ancora il confort e d il lusso di una rasatura.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:37

II. IL RASOIO

La cosa più importante della rasatura è il rasoio , e manco a dirlo , dalla sua corretta scelta può dipendere il successo o fallimento nella rasatura personale.

UN RASOIO IDEALE

331 7095


Non acquistate mai un rasoio per il suo basso prezzo , un rasoio di cattiva qualità ha un prezzo sempre troppo alto , non abbiamo bisogno di quello meno costoso ma di quello migliore!
Un buon rasoio , se usato con cura , durerà per anni e darà sempre piacere e soddisfazione nell’usarlo , viceversa uno di cattiva fattura taglierà male , irriterà la pelle e sarà una continua fonte di problemi , se avete questo tipo di rasoio prima vi libererete di lui meglio sarà , sostituendolo!
La prima cosa da considerare nel selezionare un rasoio è la qualità dell’acciaio , per qualità dell’acciaio si intende la sua tempra o il grado di solidità e di conseguenza la sua capacità di mantenere nel corso del tempo un fine ed affilato tagliente.
Questo è senza dubbio la prima cosa in un rasoio e va cercata prestando la massima attenzione , ma come si giudica la tempra di una lama di rasoio senza poterlo testare ?
Ad occhio nudo è certamente impossibile , l’occhio umano può essere in grado solamente di scoprire i difetti estetici ed esteriori più grossolani , le irregolarità del filo tagliente , e quindi la mancanza di qualità nella costruzione , sono di solito così piccoli che rimarranno nascosti fino a quando verrà usato.
Sicuramente rasoi con taglienti siffatti produrranno maggiori attriti sulla pelle del viso e ciò in maniera ancora maggiore in caso di spessori molto sottili e teneri.
Ci sono due sistemi per giudicare la tempra di un rasoio , una di queste è praticamente infallibile e consiste nell’esaminare il filo del tagliente con un microscopio o una lente.
E’ prontamente ammissibile che la reale eccellenza di un rasoio è direttamente proporzionale alla fermezza e regolarità del suo filo tagliente , quando una acciaio è troppo fragile (in conseguenza di cattivi trattamenti di tempra e rinvenimento) non risulta possibile eseguire una affilatura adeguata non importa con quanta cura ed abilità lo si passi sulla pietra e coramella.
Questo tipo di difetto sarà velocemente scoperto da un attento ed abile osservatore usando una buona lente , svelando un filo tagliente non uniforme con continue seghettature irregolari.
Un altro metodo non proprio infallibile ma di ulteriore aiuto per testare la tempra consiste nel inserire la punta del rasoio sotto l’unghia del pollice e lasciar poi scivolare via velocemente con un leggero movimento di torsione.
Tale operazione dovrebbe provocare un chiaro e suono dovuto alla risonanza dell’acciaio , una risonanza debole e poco uniforme è un altro sintomo di una tempra eseguita male e non uniforme.

LA LAMA CONCAVA

Il filo del rasoio con minor spessore possibile è sempre il più tagliente , ovviamente però una lama può essere tanto fine quanto permette la intrinseca robustezza del materiale impiegato, al giorno d’oggi quasi tutte le lame sono prodotte ormai con molature concave , certamente una grande innovazione rispetto ai rasoi vecchio stile con lame molto spesse.
Il filo di un rasoio a lama concava è finissimo e taglia indubbiamente meglio , inoltre consente di essere affilato molto più facilmente , praticamente ogni produttore di rasoi ha in catalogo versioni con diversi gradi di concavità come MEZZO CONCAVO , TRE QUARTI CONCAVO e CONCAVO PIENO , quest’ultimo è il più fine e delicato.
In conclusione del fatto che la lama più fine risulta sempre anche la più tagliente molti arrivano a considerarli in assoluto i migliori , la nostra impressione invece è che questo sia un errore , secondo noi il miglior compromesso si realizza con un buon TRE QUARTI CONCAVO.
Proprio per l’estrema finezza della lama un CONCAVO PIENO può avere dei problemi nel tagliare delle barbe estremamente dure e folte , il filo , con lo spessore simile ad un foglio di carta , spesso si piega ed flettendo recano come risultato dei piccoli taglietti.

http://straightrazorplace.com/srpwiki/i ... and_grinds

LARGHEZZA DELLA LAMA

La larghezza della lama è un‘altro aspetto doveroso di attenzione , come regola noi pensiamo che il principiante sbagli scegliendo delle lame troppo larghe , la nostra opinione è che rasoi con larghezza da 4/8 siano il miglior compromesso possibile , non sono estremamente flessibili come i loro fratelli più grandi , risultano più facili da manovrare e quindi permettono di seguire meglio i contorni del viso .
Misure correntemente adottate:
3/8= 0,95 cm
4/8= 1,27 cm
5/8= 1,59 cm
6/8= 1,9 cm
7/8= 2,22 cm
8/8= 2,54 cm (cioè un pollice)

Abbastanza diffusi anche gli 11/16 cioè dei 5,5/8.

La differenza tra un 5/8 ed un 6/8 sono 3 millimetri.

LA PUNTA DEL RASOIO

http://straightrazorplace.com/srpwiki/i ... int_styles

Anche se a prima vista sembra una cosa banale vi basti sapere che secondo noi una punta di rasoio non arrotondata è una delle prime cause di tagli durante la rasatura.
Se il vostro rasoio presenta una punta non arrotondata vi consigliamo di modificarla subito , a tale scopo basta semplicemente passare la lama sul fianco di una pietra , assolutamente NON sulla superficie di affilatura perché sarebbe la maniera migliore di graffiarla profondamente e rovinarla , usate anche dell’acqua per non correre il rischio di scaldare il filo rovinando la tempra.
(Vi consiglio di non farlo comunque).
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:44

III. CURA DEL RASOIO
Bisogna avere massima cura nel proprio rasoio , moltissimi rasoi di qualità sono stati rovinati dalla semplice negligenza nell’osservare semplici regole , la vita del rasoio dipende in gran parte dalla cura che gli darete , per esempio a rasatura terminata non mettetelo via senza prima averlo pulito ed asciugato con cura , un pezzo di pelle di camoscio è eccellente per lo scopo.
Ma anche questo espediente non è sufficiente , per garantire un filo assolutamente esente da umidità si può passare il rasoio qualche volta sulla coramella in cuoio oppure aspettare a riporre il rasoio per lasciare evaporare le minutissime particelle di acqua ancora presenti solo così sarete sicuri che quando riprenderete il rasoio esso sia ancora in ottime condizioni.
L0ssidazione deve assolutamente essere evitata , specialmente sul filo tagliente , che è anche la zona dove sembra formarsi più facilmente che nel resto della lama , quella che sembra solo una piccola ed insignificante macchia di ruggine può risultare un futuro punto di una microfrattura che si elimina solo mediante riaffilatura abbastanza profonda che potrebbe anche ridurre le prestazioni del rasoio.
Nel pulire la schiuma dal rasoio non usate mai carta grezza o rugosa , ha anch’essa un blando potere abrasivo , molti passano senza cura la lama su questo tipo di carta ed a lungo andare si ritrovano con una affilatura rovinata , usate invece la comune carta da bagno che è adattissima allo scopo passando la lama obliquamente sui due lati come se fosse la coramella.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:45

IV. IL RASOIO DI SICUREZZA

In questi anni sono stati inventati ed introdotti sul mercato numerosi rasoi di sicurezza , ogni azienda pubblicizza i propri prodotti come i migliori in assoluto vantandosi di avere inventato quello che è destinato a rivoluzionare la rasatura.
Sicuramente c’è una cosa che si può dire in generale sui rasoi di sicurezza , l’uomo che li usa ha molte meno probabilità di tagliarsi che usando un rasoio a mano libera , ma questa è proprio l’unica sola cosa , certamente chi non riuscisse assolutamente ad imparare a radersi da se con un rasoio tradizionale senza tagliarsi va da se che il rasoio di sicurezza rimane l’unica soluzione possibile.
La verità , ad ogni modo , è che chiunque con un buon rasoio affilato a dovere , una faccia ben spalmata di schiuma dotato di una buona conoscenza nell’uso corre davvero pochi pericoli e gli capiterà raramente di tagliarsi.
D’altro canto la maggior parte dei rasoi di sicurezza risultano difficili da tenere puliti ed asciutti e quindi esenti da ossidazioni , ed inoltre data la difficoltà di usare pietre e coramelle sono alla fine complicati da affilare.
Inoltre alcuni si lamentano di non riuscire ad eseguire dei passaggi sul viso corretti a causa dei loro ingombri , probabilmente centinaia di migliaia di rasoi di sicurezza sono stati venduti in questi anni negli Stati Uniti ma dubitiamo che più del 10% di essi sino ancora in uso.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:47

V. LA PIETRA PER AFFILARE

Il filo di una lama di rasoio vista sotto una lente di ingrandimento si presenta molto differente da quello che sembra vista ad occhio nudo , senza ingrandimenti ll filo sembra una unica continua linea , non è certamente questo il caso , invece di una superficie continua si evidenzieranno micro picchi e micro valli fittamente ed uniformemente intercalate che la fanno assomigliare piuttosto ad una lama di sega.
Questi picchi e valli continuano per tutta la lunghezza della lama e alla loro estrema minutezza e regolarità causa il potere di taglio del rasoio , adesso se queste punte si ottundono si arrotondano e usurano perdendo di regolarità il rasoio cessa di radere bene.

Pietre sintetiche

Pietre naturali

IL FILO DEL RASOIO COME APPARE AL MICROSCOPIO

A questo punto per affilare il rasoio occorre , mediante rimozione di materiale , rimettere in posizione e forma i dentini di cui abbiamo discusso , questa condizione non può essere ottenuta usando la coramella ma solo e soltanto mediante una affilatura con l’uso di una pietra.
Parecchi sono dell’opinione che il solo uso costante di una coramella consenta di tenere il rasoio sempre affilato e quindi rendere molto remota la necessità di affilatura alla pietra , queste opinioni sono state originate da alcuni produttori di coramelle cercando di pubblicizzare al massimo i loro prodotti.
Questi produttori vantano di aver trattato le loro coramelle con prodotti più o meno abrasivi che rendono superfluo l’affilatura , come regola generale vogliamo avvisare il lettore di stare attenti a queste “meraviglie” , alcuni preparati possono , e talvolta anche fanno , migliorare le prestazioni di lavoro del cuoio ma sicuramente niente di più.
Quando le speciali attitudini della pietra vengono capite appieno risulta chiaro e limpido che nessuna coramella e’ in grado di prendere il posto della pietra , l’obiettivo della pietra è quello di ottenere il filo più fine possibile e dai fianchi piatti ovviamente compatibilmente con le caratteristiche permesse dall’acciaio.
Questo è reso possibile dalle dure e finissime graniglie tagliano e rimuovono l’acciaio in eccesso , la coramella non è assolutamente in grado di fare questo , invece di fianchi dritti e piani ha sempre la tendenza di creare dei fianchi arrotondati.
Questo è il risultato della vera natura della coramella , che durante i passaggi della lama cede e più o meno flette , e più la coramella flette più velocemente il filo si arrotonda e più il filo si arrotonda più diventa meno tagliente , ricordate , il filo più tagliente è sempre quello più fine e dai fianchi piatti e l’unica maniera per ottenerli è mediante l’utilizzo di una pietra.
Prima di parlare specificatamente della operazione di affilatura diamo qualche indicazione sui vari tipi differenti di pietre disponibili così che il lettore desideroso di acquistarne una sappia intelligentemente cosa cercare.
Esistono due differenti e distinte classi di pietre di uso comune , una conosciuta come ROCK proprio perché estratta e tagliata da roccia sedimentaria e le altre invece costruite artificialmente.
Un gran numero di pietre sono state costruite negli Stati Uniti ma veramente poche sono adatte alla affilatura di rasoi , una pietra per rasoi deve essere della qualità più fine possibile , le pietre naturali sono composte principalmente da silice che è uno dei materiali più duri e taglienti che si conoscano , taglia facilmente anche glia acciai più duri e la tessitura finissima rende il filo molto lucido e dal taglio dolce.
La qualità ARKANSAS estratta vicino alle famose Hot Springs è una di queste varietà , ma la difficoltà di estrazione , grosso spreco per ottenere un pezzo abbastanza grande rendono la disponibilità molto limitata ed i prezzi molto alti.
Negli USA la maggior parte delle pietre per rasoi viene importata , le più note sono pietre ad acqua tedesche , le pietre ad olio belghe e le pietre SWATY austriache , quest’ultima molto ragionevole nel prezzo e sembra le più favorite tra i barbieri.
Le SWATY sono pietre sintetiche e per certi versi le pietre di questo tipo sono superiori a quelle naturali in quanto esenti da difetti e costanti nelle dimensioni della graniglia.
Molti sono convinti che l’affilatura di un rasoio sia molto complicata e sia pertanto da lasciare come compito a coltellinai e barbieri esperti , solo pochi sembrano essere consapevoli che tutti possono imparare ad eseguire correttamente questa operazione.
Come si sia sparsa questa impressione è difficile da capire , noi siamo convinti che usare la pietra sia semplice almeno quanto usare la coramella , come in altri casi forse la difficoltà sta proprio nel fatto che si suppone che la difficoltà esista.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:50

VI. COME USARE LA PIETRA

La pietra è l’unico sistema per affilare un rasoio non tagliente , e il suo corretto uso è di estrema importanza per chi desidera tenere propri rasoi in perfetto ordine , le pietre sono raramente usate a secco , di solito sono usate con acqua , schiuma da barba o olio.
La ragione di ciò risiede principalmente nell’ evitare che l’acciaio si riscaldi rovinando la tempra , secondariamente per evitare che le particelle di acciaio che sono state rimosse dalla lama si infilino tra i pori della pietra riducendo la sua capacità di taglio ed infine per mantenere sempre una superficie il più dolce e liscia possibile.
Prima di iniziare l’operazione occorre pulire bene la pietra , poi si può aggiungere alcune gocce di olio oppure bagnarla completamente con acqua o ancora spalmarla di schiuma da barba , come già detto questi liquidi hanno la proprietà di far galleggiare via dalla superficie della pietra le particelle di metallo abrase dalla lama evitando i problemi descritti e di conseguenza limitare la sua efficacia.
Nella maggior parte delle pietre in commercio è indifferente usare olio acqua o schiuma , l’importante però è non cambiare , una volta fatta la scelta iniziale è consigliato usare sempre esclusivamente quella.
In linea di massima usare olio di tipo minerale allunga di un pochino i tempi di affilatura ma il risultato finale sembra garantire una rasatura più dolce , la maggior parte dei barbieri usa schiuma e noi consigliamo il principiante su questa scelta.

Io personalmente consiglio solo ed esclusivamente l'uso di acqua!!
ISTRUZIONI PER L’AFFILATURA

La pietra deve essere appoggiata in piano su un solido appoggio e la fine superficie rivolta ovviamente verso l’alto , (la parte ruvida e rugosa presente su alcuni tipi di pietra è solo da supporto e non va mai usata).
Dopo aver spalmato la schiuma sulla superficie della pietra bisogna appoggiare su di essa la lama del rasoio in piano come mostrato dalla figura A , a questo punto con il pollice e l’indice bisogna afferrare saldamente la parte posteriore del rasoio in maniera di bloccare sia la lama che il manico.
Adesso trascinate la lama dal tacco alla punta , il verso deve essere contro il tagliente , e soprattutto con una moderata pressione verso il basso fino a quando la lama arriverà nella posizione mostrata in figura B.
Ora , senza staccare il rasoio dalla pietra , ruotate la lama con il filo verso l’alto , con il dorso del rasoio appoggiato alla pietra fate scivolare leggermente la lama in avanti dalla punta al tacco e alla fine posizionatelo come mostrato in figura C.
A questo punto trascinate ancora la lama dal tacco alla punta finendo la corsa come mostrato in figura D , girate la lama sul suo dorso , fate scivolare leggermente la lama in avanti dalla punta al tacco e alla fine vi sarete riposizionati con la lama ancora nella posizione mostrata in figura A.
Continuate con questi passaggi fino a quando il filo è sufficientemente tagliente ed esente da tacche o disuguaglianze , queste caratteristiche si possono testare velocemente passando con una leggerissima pressione il filo sulla punta di un’unghia leggermente inumidita.
Se la lama tende ad attaccarsi leggermente all’unghia è un chiaro segno che l’affilatura ha sviluppato quella micro dentellatura che costituisce il filo del rasoio perfetto , e che l’unica cosa che manca ora sono le passate sulla coramella.

video


LE POSIZIONI DEL RASOIO SULLA PIETRA

Se si è esagerato nella affilatura , ad esempio con un numero elevato di passaggi sulla pietra , può succedere di ritrovarsi un filo di rasoio con una leggera bavetta , è una cosa da evitare assolutamente e la maniera migliore per eliminarla è ancora quella di passare il filo sulla punta di un’unghia umida.
A questo punto la lama deve essere passata ancora qualche volta sulla pietra per uniformare bene tutti i micro dentini dal tacco alla punta , terminata anche questa fase si può dire che abbiamo finalmente affilato il rasoio facendo svanire magicamente tutte le difficoltà.

ULTERIORI CONSIGLI

Occorre rispettare bene alcuni aspetti :
1. La lama deve essere tenuta sempre perfettamente in piano sulla pietra in maniera che effettivamente solo il dorso ed il filo tocchino la pietra , se il dorso no appoggia regolarmente l’angolo di affilatura diventerà ottuso e quindi meno tagliente.
2. Durante il movimento di affilatura bisogna tenere la lama inclinata diagonalmente , il tacco deve essere un paio di centimetri più avanti della punta , occorre avere molta cura nel mantenerlo piu o meno costante e approssimativamente uguale durante la passata inversa , questo assetta i dentini con un giusto angolo verso il tacco della lama similmente a quelli di una sega ma con una differenza sostanziale , in una sega i denti sono inclinati verso la punta , una sega lavora spingendo mentre un rasoio lavora tirando.
3. Usare una pressione leggera e costante , con una buona pietra è necessaria una pressione veramente minima e il tempo di affilatura dipende più dalle condizioni iniziali e dalla tempra e composizione dell’acciaio.
Con un rasoio in buone condizioni , cioè esente da tacche e con il filo reso grossolano da un uso sbagliato della coramella , basta veramente poco per affilarlo , una decina di passate in entrambe le direzioni sono sufficienti ad ottenere un filo taglientissimo.
Ovviamente se invece abbiamo sulla lama numerose micro tacche l’operazione di affilatura risulterà molto più lunga e difficoltosa , in caso ti difetti profondi bisogna ricorrere per forza ad un arrotino esperto che sappia arrotare tutta la lama.
Se il rasoio è tenuto con cura , e passato sulla coramella nella maniera corretta , richiederà affilature poco frequenti , probabilmente non più di una volta ogni sei o otto settimane , vi accorgerete della necessità di riaffilatura quando le passate sulla coramella sembreranno essere inefficaci come un tempo.
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Re: Guida all'uso del "Manolibera"

Messaggioda Aldebaran » 16/04/2012, 12:54

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