Legname e Tamahagane

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Legname e Tamahagane

Messaggioda Aldebaran » 01/11/2016, 18:59

Buonasera a Tutti!

mi accingo ora a descrivere il metodo di scelta e trattamento del legname usato in Giappone per la creazione e la forgiatura del Tamahagane.
Ciò che sto per raccontare è riconducibile agli insegnamenti e racconti del Maestro Ingiudicabile Yoshindo Yoshihara che io e Franz ( Duo Medusa ) abbiamo incontrato a questo Evento e del Maestro Murray Carter. La messa in pratica di questi insegnamenti ci ha permesso di creare un rasoio in Stile Giapponese* in Tamahagane e del Damasco Wootz creato con pirite ferrosa e altri minerali di Lanzarote/Timanfaya .
Qui vi è un esempio di Tahamagane Giapponese mentre questo è quello creato da Noi

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Gli Alberi presenti in Giappone

Gli alberi presenti in Giappone sono: il Ciliegio, L' Eriobotryajaponica ( Nespolo Giapponese ), il Cedro, Querce, Faggi, Aceri, Salici, Castagni, Pini ( Pinus Pimilla ), Cipressi, Pioppi.

L' abbattimento degli alberi per ricavare legna da ardere da utilizzare per la forgiatura di acciaio e quindi per la creazione di taglienti avviene d'inverno o all' inizio della primavera, prima della gemmazione, quando il legno è meno umido e, di conseguenza, l'essiccazione più efficace.
Di solito la linfa comincia a crescere qualche settimana prima della foliazione, e il tasso di umidità raggiunge il picco intorno a Maggio.
Gli alberi, se non vengono essiccati per bene sin dall'inizio, avranno sempre un tasso di umidità superiore rispetto ai tronchi che sono stati messi ad asciugare immediatamente. Se l' umidità resta all'interno del legno per un periodo protratto, ha inizio il naturale processo di decomposizione.
Ciò non vuol dire, necessariamente, che il legno marcirà, ma attecchiranno dei batteri che formano una pellicola intorno alle fibre del legno. Questa pellicola imprigiona umidità, cosicché nessuna essiccazione sortirà mai il risultato desiderato, e la qualità del legno sarà più bassa.
La decomposizone produce a sua volta un altro tipo di umidità, definita " acqua metabolica ". Il legno sembrerà normalmente essiccato, ma faticherà a scaldare e prendere fuoco.

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La legna secca, invece, non marcisce.

L' albero di gran lunga utilizzato dai Maestri Giapponesi per fabbricare legna da ardere con la quale alimentare il fuoco della forgia è il Pino. A volte anche l' Abete Rosso.

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Il Pino contiene nel legno depositi di silicio, importantissimo per l'elasticità delle lame. Il Pino e l' Abete, inoltre, hanno un legno che possiede molta resina che li protegge da insetti, funghi e umidità.

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Tipico insetto giapponese delle piante

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L' importanza delle fasi lunari

L' albero va abbattuto nei giorni immediatamente successivi al plenilunio, ossia in luna calante. Esistono studi moderni, condotti in Svizzera e basati anche sulla lettura di antichi testi romani che dimostrano che le piante sono influenzate dalle fasi lunari. Appena prima del plenilunio, il diametro del tronco è leggermente maggiore, e torna a ridursi nel corso dell' ultimo quarto. Il contenuto di umidità non varia. Questo non vale per tutte le specie di alberi, e nemmeno per tutte le stagioni. Questo genere di fenomeno è più evidente nel Castagno, Pino e Abete Rosso nei 3-5 giorni che precedono e seguono il plenilunio tra novembre e febbraio. Nel resto dell'anno, non si osserva alcun cambiamento.
Le sperimentazioni mostrano che il risultato finale cambia ben poco, però è possibile osservare una piccola differenza nell' ampiezza delle crepe provocate dall' essiccazione. In altre parole, la legna si essicca ugualmente; semplicemente, la tradizione le conferisce un' aura esoterica.

Le Specie Arboree

Abete Rosso

L' abete Rosso ha un potere calorifico basso: brucia facilmente e fornisce calore molto in fretta. La sua struttura lo rende facile da ridurre a bastoncini sottili. Questo genere di " rametti " vengono definiti " esca " in gergo perché servono per far prendere fuoco al legno più duro il cui " ciocco " , più imponente, viene depositato al centro della forgia.
Nei manuali dei Samurai era scritto di utilizzare l'abete rosso per accendere velocemente il falò perché era il metodo migliore per sprigionare fuoco intenso senza sprigionare tanto fumo che attira il nemico.

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Il Pino

Avendo un tronco lungo e grosso, quasi sempre è utilizzato come legname da costruzione. i giapponesi però utilizzano Pini più piccoli, ( Pinus Pimilla ) appunto, con tronchi dritti, più facili da sramare. Il potere calorifero è alto, la legna è di qualità. Bisogna però che sia correttamente essiccato, perché se il suo legno è umido è praticamente ininfiammabile. Il legno di Pino dà fiammate grandi e luminosissime, tant'è che i Mastri Giapponesi forgiano con l'oscurità, avendo comunque abbastanza luce.
Quando un Pino viene danneggiato, fa sgorgare grandi quantità di resina per incapsulare la lesione. La legna della zona circostante, intrisa di resina, brucia talmente bene che se ne possono ricavare delle fiaccole ( fuligginose ) . L' olio di pino ha un potere calorifero doppio di quello del legno stesso, ma è presente in quantità talmente basse da non influire in modo significativo sulla quantità di energia fornita dal legno durante la combustione.

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* un oggetto può definirsi realmente giapponese se e solo se costruito su suolo giapponese, da un Maestro Giapponese, con materiali e strumenti giapponesi.

Bibliografia e Suggerimenti per Ulteriori Letture:

http://www.hodsons.org/MartinHodson/mincon.htm
http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=2162
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Re: Legname e Tamahagane

Messaggioda Mastrofoco » 03/11/2016, 15:55

Le parti di conifere pieni di resina nel gergo del bushcraft anglosassone sono definiti fat wood(legno grasso) una delle migliori esche che si possono trovare nei boschi in assoluto per poter accedere un fuoco,proprio per la grande presenza di resina una volta preso un piccolo pezzo e lavorato con un coltello in piccole strisce diventa un innesco altamente infiammabile
So che è ot ma comunque interessante a proposito dell(come tutti gli altri)post tecnici di Aldebaran..
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Re: Legname e Tamahagane

Messaggioda Luca142857 » 03/11/2016, 20:04

Dopo anni di di oblio le antiche tecniche sono state riportate in auge con successo ( e per chi se lo può permettere).
Se lo scopo è quello di eliminare la maggior umidità possibile dall'abete, il taglio deve avvenire a dicembre con luna calante verso luna nuova (per evitare future infestazioni di insetti), gli alberi abbattuti devono rimanere con la cima verso valle con tutti i rami e le cime, di modo che possano pompare acqua fuori dal tronco; poi ad aprile maggio si eliminano i rami e si trasporta il tronco a valle per la stagionatura.
In questo modo naturale l'umidità si riduce del 40-50% senza bisogno di camere di essiccazione.
Esiste anche un periodo dell'anno per selezionare legno che non brucia, da usare per le cappe dei focolari. ;)
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Re: Legname e Tamahagane

Messaggioda Mastrofoco » 03/11/2016, 20:29

Anche quando tagliamo alberi per farne archi storici aspettiamo l inverno e la luna buona,la linfa è ferma e la stagionatura al fresco è più veloce,solo una passata di colla,vernice,cera o altro in testa e coda per rendere più regolare la stagionatura e non avere crepe
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Re: Legname e Tamahagane

Messaggioda Luca142857 » 03/11/2016, 21:06

Chi taglia il faggio racconta che quando l'albero viene tagliato a caso (99,9% delle volte) il tronco scoppia e si crepa (anche nel periodo della linfa ferma) mentre le volte che si fa con la luna giusta questo non avviene. ;)

A proposito di legno grasso. Ho ancora un tubetto ermetico -vuoto- dove tenevo dei micro trucioli di legno grasso già preparati per l'innesco: il profumo è ancora potentissimo a distanza di anni. :mrgreen:
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