Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

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Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

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Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda Aldebaran » 12/03/2017, 12:45

Un Saluto a Tutti,

ho avuto il piacere di conoscere telefonicamente ( ci incontreremo tra qualche mese in occasione di un evento legato a questo forum ), il medico Dott. Bartolomeo ( Leo ) Terzano, che è l'attuale possessore del Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III. Attualmente è l'unico set in Acciaio Traforato che include rasoi a mano libera con manici in acciaio traforato che risultano essere realmente funzionanti.

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Riporto interamente l'articolo trovato in rete e lo allego alla bibliografia. Ringrazio Altus per avere scovato anche questo articolo e reperto storico di grande importanza per la cultura concernente la fabbricazione dei rasoi a mano libera in Italia.

Dall’artigiano Leo Terzano al medico Leo Terzano: torna a Campobasso il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III

Articolo scritto dalla giornalista Cristina Salvatore

È tornato nella sua terra d’origine, nella città in cui è stato forgiato e lavorato dalle sapienti mani dell’artigiano molisano Bartolomeo Terzano, il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato, commissionato nel 1869 dal Re Vittorio Emanuele II come dono per l’Imperatore Napoleone III. Doveva essergli recapitato in tempi brevi, ma il pezzo arrivò a Torino solo nel 1870, quando Napoleone III, a Sedan,  fu sconfitto e costretto a scappare in Inghilterra facendo così perdere le sue tracce e lasciando il cimelio nelle proprietà dei Savoia.
Nel pomeriggio di  martedì 21 giugno, nella Sala Consiliare del Comune di Campobasso, l’antico manufatto è stato mostrato in  pubblico alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Campobasso, Emma de Capoa, del discendente diretto dell’artista-artigiano il dottor Leo Terzano e dell’esperto, appassionato di storia e numismatica, Vittorio Mancini, che ha portato con sé ben quattro medaglie originali dell’epoca, conferite all’artista Terzano nel periodo della sua brillante carriera.
“È questo un oggetto importante – spiega l’assessore alla Cultura Emma de Capoa – perché ha una storia che è  importante. Fu commissionato dal Re Vittorio Emanuele II a Bartolomero Terzano, artista già di rilievo in quel periodo. Si tratta di un regalo che bisognava fare all’imperatore Napoleone III. Poi, nel corso del tempo, questo regalo non è mai arrivato all’imperatore, si è persa la storia di questo oggetto. Solo dopo centocinquanta anni – continua –  Leo Terzano è riuscito a riportarlo a Campobasso. Fa quindi parte della  nostra storia e della nostra cultura.

Bartolomeo Terzano è stato una figura importante tra gli artigiani, direi artisti, della nostra città: più che artigiano, lo definirei un vero artista. Un grazie sentito – conclude la de Capoa – a Leo Terzano per aver dato la possibilità a Campobasso di riavere, e di rivedere, un oggetto così importante”.
E a stringere, fiero, tra le mani, la custodia contenente questo antico gioiello (che tutto sembra tranne  un set da barba e capelli) è proprio il dottor Terzano che spiega cosa rappresenti, per lui e la sua famiglia, l’aver riavuto indietro un oggetto di inestimabile valore affettivo e simbolico: “Dopo 150 anni, siamo riusciti a ritrovare l’opera a Milano e l’abbiamo riportata a Campobasso. Questo kit per la barba contiene pezzi pregiatissimi. Il rasoio è ancora tagliente e bisogna stare attentissimi perché taglia in maniera profonda. I pezzi sono tre – continua Terzano –  due rasoi e  un paio di forbici per i capelli. Un dono pregiato perché, all’epoca, l’arte che Campobasso aveva raggiunto in Europa  era simile a quella delle più prestigiose capitali europee.  Parliamo di pezzi di altissimo valore. I nostri artigiani avevano una capacità di lavorare sull’acciaio traforato con qualità elevatissima. Dobbiamo riconoscere a questi artigiani  di aver creato le premesse per cui Campobasso era famosa nel mondo in quel periodo. Altri pezzi, cesellati da Terzano, non sono rimasti in famiglia. La memoria in famiglia si era persa. Se non fosse stato per il prof. Vincenzo Mancini e suo figlio Vittorio, che hanno riscoperto le arti del Molise , credo che molta di questa memoria storica sarebbe andata a finire. In famiglia – conclude – non avevamo nulla perché all’epoca si lavorava per vendere e non per conservare”.


Per ricostruire la storia dell’artigiano Bartolomeo Terzano, è intervenuto lo studioso Vittorio Mancini che ha illustrato minuziosamente le caratteristiche del reperto storico: “Le forbici hanno da un lato lo stemma del Regno d’Italia, quindi lo Scudo Sabaudo con il collare dell’Annunziata , i trofei di armi e la corona reale, circondato da armi da fuoco e da taglio. Tra i due anelli c’è invece lo stemma di Campobasso, a certificare la provenienza, quindi le sei torri e la corona. Intorno agli anelli è incisa la scritta “In te l’Europa attonita il liberator rimira”. I nostri artigiani –  come continua a spiegare Mancini – avevano questa particolarità: quando inserivano a traforo le scritte, le realizzavano anche dall’altro lato con un ugual numero di caratteri. E con un ugual numero di caratteri, l’artigiano riusciva ad inserire la dedica. Qui, per Napoleone III, è stato scritto addirittura in francese “A Luigi Napoleone III imperatore dei francesi”.  Aprendo le forbici, all’interno delle lame,  c’è il timbro di provenienza. C’è scritto su una lama, in caratteri gotici, “Molise” e sull’altra “Campobasso”. Questo tipo di lavorazione era ad acido, nel senso che con un inchiostro particolare gli artigiani scrivevano sulle lame, immergevano poi il metallo nell’acid, si corrodeva tutto tranne il punto d’incisione e rimaneva l’impronta delle scritte. Per quanto riguarda i manici dei rasoi – chiosa –  hanno anche sulle lame la lavorazione ad acido con dei ghirigori artistici che riprendono i temi sviluppati sui manici i quali hanno anche altri riferimenti a tutti e due i regnanti coinvolti. Infatti – prosegue nel dettaglio Mancini – qui potete vedere non lo stemma del Regno d’Italia ma lo stemma di Casa Savoia, cioè l’aquila coronata, caricata in petto dello scudo sabaudo che poggia gli artigli su questi due ovali perlinati all’interno, sui quali ci sono le iniziali di Luigi Napoleone, quindi L. M. I due festoni – conclude –  ricordano invece l’alleanza che c’è stata tra i due sovrani quando è stato unificato il nostro Paese con la seconda guerra d’indipendenza e, quindi, con Vittorio Emanuele sull’altro lato del rasoio viva l’Italia”.
Appassionato di numismatica, Vittorio Mancini ha portato in mostra anche  le medaglie conseguite dall’artista Terzano nel corso della sua attività artigianale. Incrociando i dati tra quello che conosceva del vissuto di Terzano e  provando a identificare le medaglie attraverso una cartolina dell’epoca in cui erano raffigurate, Mancini è  riuscito a ricostruirne la carriera. Si tratta di medaglie originali, uguali a quelle consegnate a Terzano nella seconda metà dell’800, tra le quali spicca proprio quella  conseguita dall’artigiano molisano a Padova,  nel 1869, riconoscibile dal nome inciso sul retro.
“Sono trent’anni – aggiunge Mancini – che raccogliamo documentazioni, che abbiamo un archivio enorme sul lavoro dell’artigianato molisano e della nostra città ma il problema di Campobasso è che non ha un museo in cui poter allestire e mostrare questi cimeli bellissimi. Al pari dei Misteri – conclude – questa è una tradizione che abbiamo soltanto noi”.


Bibliografia:

Dall’artigiano Leo Terzano al medico Leo Terzano: torna a Campobasso il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III
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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda daniele_t » 12/03/2017, 16:09

Che splendido esemplare di manifattura nostrana. Quanta storia in un dono.
Magnifico!
If I have to explain, you wouldn't understand
Solo perchè qualcuno ti lancia una palla non significa che tu la debba prendere
No, try not. Do. Or do not. There is no try.
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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda miscio » 10/04/2017, 10:56

stupendo pezzo d'arte e di storia.
Peccato che dalla foto così piccola si fatichi a vederne i dettagli.
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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda Aldebaran » 16/05/2017, 20:58

Buonasera a tutti!

Ecco alcune foto scattate alla preziosa Opera Artigianale dal fotografo e regista Marco Balzano durante l'evento del 15 Maggio, presso la Barberia dei Maestri Scapicchio a Bovino. Il Dottor Bartolomeo Terzano, proprietario del manufatto, ha sottolineato il connubio storico tra la Francia e Frosolone che portò alla nascita del traforato italiano.Mi ha sottolineato Altus che tra i Borboni e i reali francesi vi erano a quei tempi legami di parentela. Seguono foto, grazie buon proseguimento.

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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda altus » 18/05/2017, 14:28

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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda Aldebaran » 18/05/2017, 16:13

Ciao a tutti!

altre foto del Necessaire da Barba

qui di seguito troverete tutte le foto scattate il 15 Maggio dal fotografo e regista Marco Balzano in occasione dell'evento presso la Barberia Scapicchio in cui si è tenuta il 20esimo corso di rasatura Proraso.
Io ho tenuto il corso di affilatura rasoi.
Durante la giornata è stato esposto il Necessaire da barba ora di proprietà del Dottor Terzano, discendente di Bartolomeo Terzano, il costruttore del manufatto. Data la particolare lavorazione in acciaio traforato è intervenuto anche Giovanni Zampini, che lavora artigianalmente l'acciaio traforato e ha costruito dei manici per i rasoi Medusa. Relatori della giornata: Luigi Scapicchio, Bartolomeo Terzano, Andrea Brattelli ( Aldebaran/Medusa), Giovanni Zampini.
Ospite: Andrea di BISB di Lucca.
Durante il seminario sono stati esposti dei rasoi Medusa, una coramella di Fabrizio e una scatola porta rasoi di Stefano Raffa insieme al Necessaire da Barba costruiti con varie tecniche, compreso quella dell'acciaio traforato. Si è parlato di storia dei rasoi durante il periodo Borbonico, delle vicende storiche legate al Necessaire da Barba per Vittorio Emanuele II , di metallurgia dell'epoca, dell'acciaio traforato, della tecnologia dei rasoi Medusa/Stefano Raffa.
Durata totale della conferenza: 30 minuti. Ringrazio tutti i partecipanti e l'estrema disponibilità del Dottor Terzano che ci ha mostrato questo capolavoro di artigianato del Sud Italia.
Grazie e buon proseguimento,
Andrea

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Re: Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato

Messaggioda Sisci07 » 08/07/2017, 1:51

Aldebaran ha scritto:Un Saluto a Tutti,

ho avuto il piacere di conoscere telefonicamente ( ci incontreremo tra qualche mese in occasione di un evento legato a questo forum ), il medico Dott. Bartolomeo ( Leo ) Terzano, che è l'attuale possessore del Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III. Attualmente è l'unico set in Acciaio Traforato che include rasoi a mano libera con manici in acciaio traforato che risultano essere realmente funzionanti.

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Riporto interamente l'articolo trovato in rete e lo allego alla bibliografia. Ringrazio Altus per avere scovato anche questo articolo e reperto storico di grande importanza per la cultura concernente la fabbricazione dei rasoi a mano libera in Italia.

Dall’artigiano Leo Terzano al medico Leo Terzano: torna a Campobasso il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III

Articolo scritto dalla giornalista Cristina Salvatore

È tornato nella sua terra d’origine, nella città in cui è stato forgiato e lavorato dalle sapienti mani dell’artigiano molisano Bartolomeo Terzano, il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato, commissionato nel 1869 dal Re Vittorio Emanuele II come dono per l’Imperatore Napoleone III. Doveva essergli recapitato in tempi brevi, ma il pezzo arrivò a Torino solo nel 1870, quando Napoleone III, a Sedan,  fu sconfitto e costretto a scappare in Inghilterra facendo così perdere le sue tracce e lasciando il cimelio nelle proprietà dei Savoia.
Nel pomeriggio di  martedì 21 giugno, nella Sala Consiliare del Comune di Campobasso, l’antico manufatto è stato mostrato in  pubblico alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Campobasso, Emma de Capoa, del discendente diretto dell’artista-artigiano il dottor Leo Terzano e dell’esperto, appassionato di storia e numismatica, Vittorio Mancini, che ha portato con sé ben quattro medaglie originali dell’epoca, conferite all’artista Terzano nel periodo della sua brillante carriera.
“È questo un oggetto importante – spiega l’assessore alla Cultura Emma de Capoa – perché ha una storia che è  importante. Fu commissionato dal Re Vittorio Emanuele II a Bartolomero Terzano, artista già di rilievo in quel periodo. Si tratta di un regalo che bisognava fare all’imperatore Napoleone III. Poi, nel corso del tempo, questo regalo non è mai arrivato all’imperatore, si è persa la storia di questo oggetto. Solo dopo centocinquanta anni – continua –  Leo Terzano è riuscito a riportarlo a Campobasso. Fa quindi parte della  nostra storia e della nostra cultura.

Bartolomeo Terzano è stato una figura importante tra gli artigiani, direi artisti, della nostra città: più che artigiano, lo definirei un vero artista. Un grazie sentito – conclude la de Capoa – a Leo Terzano per aver dato la possibilità a Campobasso di riavere, e di rivedere, un oggetto così importante”.
E a stringere, fiero, tra le mani, la custodia contenente questo antico gioiello (che tutto sembra tranne  un set da barba e capelli) è proprio il dottor Terzano che spiega cosa rappresenti, per lui e la sua famiglia, l’aver riavuto indietro un oggetto di inestimabile valore affettivo e simbolico: “Dopo 150 anni, siamo riusciti a ritrovare l’opera a Milano e l’abbiamo riportata a Campobasso. Questo kit per la barba contiene pezzi pregiatissimi. Il rasoio è ancora tagliente e bisogna stare attentissimi perché taglia in maniera profonda. I pezzi sono tre – continua Terzano –  due rasoi e  un paio di forbici per i capelli. Un dono pregiato perché, all’epoca, l’arte che Campobasso aveva raggiunto in Europa  era simile a quella delle più prestigiose capitali europee.  Parliamo di pezzi di altissimo valore. I nostri artigiani avevano una capacità di lavorare sull’acciaio traforato con qualità elevatissima. Dobbiamo riconoscere a questi artigiani  di aver creato le premesse per cui Campobasso era famosa nel mondo in quel periodo. Altri pezzi, cesellati da Terzano, non sono rimasti in famiglia. La memoria in famiglia si era persa. Se non fosse stato per il prof. Vincenzo Mancini e suo figlio Vittorio, che hanno riscoperto le arti del Molise , credo che molta di questa memoria storica sarebbe andata a finire. In famiglia – conclude – non avevamo nulla perché all’epoca si lavorava per vendere e non per conservare”.


Per ricostruire la storia dell’artigiano Bartolomeo Terzano, è intervenuto lo studioso Vittorio Mancini che ha illustrato minuziosamente le caratteristiche del reperto storico: “Le forbici hanno da un lato lo stemma del Regno d’Italia, quindi lo Scudo Sabaudo con il collare dell’Annunziata , i trofei di armi e la corona reale, circondato da armi da fuoco e da taglio. Tra i due anelli c’è invece lo stemma di Campobasso, a certificare la provenienza, quindi le sei torri e la corona. Intorno agli anelli è incisa la scritta “In te l’Europa attonita il liberator rimira”. I nostri artigiani –  come continua a spiegare Mancini – avevano questa particolarità: quando inserivano a traforo le scritte, le realizzavano anche dall’altro lato con un ugual numero di caratteri. E con un ugual numero di caratteri, l’artigiano riusciva ad inserire la dedica. Qui, per Napoleone III, è stato scritto addirittura in francese “A Luigi Napoleone III imperatore dei francesi”.  Aprendo le forbici, all’interno delle lame,  c’è il timbro di provenienza. C’è scritto su una lama, in caratteri gotici, “Molise” e sull’altra “Campobasso”. Questo tipo di lavorazione era ad acido, nel senso che con un inchiostro particolare gli artigiani scrivevano sulle lame, immergevano poi il metallo nell’acid, si corrodeva tutto tranne il punto d’incisione e rimaneva l’impronta delle scritte. Per quanto riguarda i manici dei rasoi – chiosa –  hanno anche sulle lame la lavorazione ad acido con dei ghirigori artistici che riprendono i temi sviluppati sui manici i quali hanno anche altri riferimenti a tutti e due i regnanti coinvolti. Infatti – prosegue nel dettaglio Mancini – qui potete vedere non lo stemma del Regno d’Italia ma lo stemma di Casa Savoia, cioè l’aquila coronata, caricata in petto dello scudo sabaudo che poggia gli artigli su questi due ovali perlinati all’interno, sui quali ci sono le iniziali di Luigi Napoleone, quindi L. M. I due festoni – conclude –  ricordano invece l’alleanza che c’è stata tra i due sovrani quando è stato unificato il nostro Paese con la seconda guerra d’indipendenza e, quindi, con Vittorio Emanuele sull’altro lato del rasoio viva l’Italia”.
Appassionato di numismatica, Vittorio Mancini ha portato in mostra anche  le medaglie conseguite dall’artista Terzano nel corso della sua attività artigianale. Incrociando i dati tra quello che conosceva del vissuto di Terzano e  provando a identificare le medaglie attraverso una cartolina dell’epoca in cui erano raffigurate, Mancini è  riuscito a ricostruirne la carriera. Si tratta di medaglie originali, uguali a quelle consegnate a Terzano nella seconda metà dell’800, tra le quali spicca proprio quella  conseguita dall’artigiano molisano a Padova,  nel 1869, riconoscibile dal nome inciso sul retro.
“Sono trent’anni – aggiunge Mancini – che raccogliamo documentazioni, che abbiamo Paris shuttle un archivio enorme sul lavoro dell’artigianato molisano e della nostra città ma il problema di Campobasso è che non ha un museo in cui poter allestire e mostrare questi cimeli bellissimi. Al pari dei Misteri – conclude – questa è una tradizione che abbiamo soltanto noi”.


Bibliografia:

Dall’artigiano Leo Terzano al medico Leo Terzano: torna a Campobasso il Nécessaire da barba e capelli in acciaio traforato che Vittorio Emanuele III commissionò nel 1869 come dono per Napoleone III

Hi, thank you for all these informations :)
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