La spada giapponese, tra mito e realtà

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La spada giapponese, tra mito e realtà

Messaggioda Gene » 19/11/2016, 22:10

Vorrei segnalarvi la presenza di questo incontro realizzato dall' Associazione Culturale Giapponese YUME http://www.associazioneyume.it/home.html che promuove la cultura giapponese in modo attivo nel nostro territorio .
L'evento si svolgerà a Pordenone il 2 dicembre presso la libreria QuovadisLibris in via Corso Garibaldi n 4 ( dalle 20.45 fino alle 22:45 )
http://www.comune.pordenone.it/it/citta/vivi/associazioni-online/associazioni/associazione-culturale-giapponese-yume/la-spada-giapponese-tra-mito-e-relata

Durante questo incontro si parlerà della spada giapponese ( storia , costruzione ecc ) grazie l'intervento di Manuel Coden , un nostro connazionale che è riuscito ad apprendere l'arte della forgiatura tradizionale giapponese oltre che ad essere un membro dell'associazione italiana per la spada giapponese ( ITARIA NIHON TÔKEN KYÔKAI )

In seguito verranno postate le foto dell'evento e gli argomenti toccati , augurando anche una buona parola verso la nostra passione
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Re: La spada giapponese, tra mito e realtà

Messaggioda Gene » 06/12/2016, 22:28

Alcune foto della serata trascorsa
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( autentico Tamahagane )

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( l'insieme delle Tsuba presentate durante l'incontro , alcune risalgono anche al 1400)
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( particolare di una Tsuba, ovvero la guardia)

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(particolare del Menuki , piccole decorazioni in metallo inseriti tra gli avvolgimenti dello tsukaito , di seta o di cotone )


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( kozuka con il motivo dell'hamon ad onde, altro coltellino di servizio inserito in una fenditura del fodero )


I punti toccati durante la conferenza :
Durante la serata del 2 Dicembre si è illustrato la storia della spada giapponese , ovvero i riflessi religiosi/culturali , pratici e tecnici della sua realizzazione
Già nei testi sacri dello Shintoismo si fa riferimento al suddetto strumento , con una collegamento alla Dea Amaterasu e alla leggenda di Ama no Murakumo :La leggenda narra che Yamata-no-orochi fosse un serpente/drago con otto teste e otto code che divorava fanciulle.
L’augusto Susanoo no mikoto una delle divinità più importanti descritte nelle antiche cronache della storia mitologica giapponese , discese nella regione di Izumo. Lì vi incontrò una coppia di anziani che piangevano attorno ad una giovane fanciulla. Susanoo chiese la ragione del loro tormento e gli venne risposto che era per via del “gran drago biforcato otto volte” che dalla regione di Koshi veniva ogni anno a divorare fanciulle. Già aveva ucciso sette delle loro figlie e la coppia di anziani temeva quindi per ’incolumità della loro ultima figlia, dato che si avvicinava il periodo della venuta del mostro.
Susanoo allora chiese ai genitori di offrire a lui la fanciulla e, dopo che acconsentirono, egli la trasformò in un pettine dai denti stretti e la mise tra i propri capelli. Poi ordinò loro di preparare una palizzata dove inserire otto otri di sake spremuto otto volte e di attendere. Il serpente giunse nel luogo e introdusse in ogni recipiente di sake una testa e incominciò a bere fino ad ubriacarsi e ad addormentarsi. A quel punto, Susanoo sfoderò la spada di “dieci pugni” che portava al fianco detta “Totsuka no tsurugi” e iniziò smembrare il drago, il cui sangue riempì il fiume Hii. Nel taglio della coda, Susanoo scheggiò la lama della propria spada a causa di un oggetto all’interno del mostro. Fu così che Susanoo con stupore (“Che cosa strana!” disse), trovò la grande spada Tsumu-gari che diede poi come dono alla sorella Amaterasu, divinità solare.Questa spada è la più importante nella tradizione giapponese in quanto fa parte di una delle tre regalie imperiali o sanshu no shinki (spada, specchio gioielli ). Amaterasu, infatti, dopo aver ricevuto la spada dal fratello la donò al nipote Ninigi, l’antenato del primo leggendario imperatore giapponese Jimmu, per governare il Giappone ; tale spada si trasmise a tutti gli imperatori successivi come simbolo di potere e di legittimazione.

Tali oggetti ( spada , specchio e gemma donati secondo la mitologia dalla dea) sono visibili esclusivamente all'imperatore e quindo di difficile rappresentazione.
Stando ai racconti e ai testi , gli oggetti dovrebbero essere così raffigurati : 44530

Questo carattere di potere ultraterreno è presente anche in un'altro mito , ovvero quello di Muramasa ed Masamune e delle loro omonime spade
Stando all'antica leggenda Entrambi crearono due spade magnifiche e decisero di metterle alla prova: le due spade sarebbero stato appese a una sporgenza sopra un fiume, con la punta della lama immersa nell'acqua. La spada di Muramasa, la Juuchi Fuyu (10,000 inverni) tagliò ogni cosa che incontrava (pesci, foglie, il vento).
La spada di Masamune, invece, la Yawaraka-Te (mano delicata) non tagliò nulla: i pesci e le foglie passavano, e il vento soffiava dolcemente sulla sua lama. Dopo un po' Muramasa si innervosì con il suo maestro per il suo disinteresse, ma Masamune la tirò fuori dall'acqua, l'asciugò e la posò nel fodero, mentre Muramasa lo derideva. Intanto un monaco, che aveva osservato tutta la sfida parlò ai due: "La prima spada è senza dubbio una spada tagliente, ma è portatrice di sangue, una spada malvagia
che non fa differenza fra ciò che taglia. Può essere buona per tagliare farfalle così come teste. La seconda è notevolmente più tagliente delle due, e non taglia senza motivo ciò che è innocente".

Storicamente è impossibile che questi due grandi maestri si siano confrontati,dato che Masamune avrebbe operato dal 1288 al 1328, mentre i primi lavori della scuola Muramasa sono datati 1501 .
Questa leggenda nacque probabilmente da una serie di sfortunati incidenti che colpirono la casata Tokugawa in cui erano coinvolte diverse lame di Muramasa.
Nel 1.535 Kiyoyasu, nonno del primo Shogun Tokugawa Ieyasu, fu colpito ed ucciso dal suo seguace Abe Masatoyo che brandiva una Muramasa.
Nel 1.545 Masudaira Hirotada ( padre di Ieyasu ) fu aggredito ed ucciso da Iwamatsu Hachiya, un suo seguace che maneggiava una lama Muramasa.
Lo stesso Ieyasu si ferì gravemente con la sua stessa wakizashi che portava il nome di Muramasa.
Quando a Nobuyasu, il figlio di Ieyasu, fu ordinato di commettere seppuku da Oda Nobunaga nel 1579, la lama usata dal suo secondo per recidergli il collo era una katana Muramasa.
L' ultimo evento si verificò quando uno dei generali di Ieyasu ( Oda Kawachi no Kami ) infilzò la testa mozzata di un generale nemico dopo la sconfitta di Ishida e Konishi in Keicho . Ieyasu chiese di poter visionare personalmente la potente lancia, e si tagliò accidentalmente con essa. Successivamente si scoprì che lancia fu forgiata da Muramasa .
Alla luce di questi eventi e di quella che pareva essere una maledizione della casata dei Tokugawa, Tokugawa Ieyasu vietò il possesso di tutte le Muramasa ( pena la morte).
Alcune furono distrutte, mentre molte altre furono nascosto o alterate nei Kanji .
In particolare , diversi esponenti della resistenza (oppositrice al regime dei Tokugawa) si coalizzarono nella ricerca di lame Muramasa. Fukushima Masanori ( generale del Toyotomi )possedeva una katana e Yari Muramasa . Una tachi Muramasa fu posseduta dal suo collega generale Sanada Yukimura.
Questa pratica era abbastanza comune tra le forze dei Toyotomi, ciò fa pensare quanto fosse "potente" la leggenda .

Nel 1.634 a Takanak Ume no Suke Shigeyoshi (il Magistrato di Nagasaki) , fu ordinato di compiere seppuku poichè detentore di ben 24 lame Muramasa.
L'ultimo episodio risale al 1823 ( sesto anno dell'era Bunsei) , dove nel Castello Edo ( precisamente nella biblioteca di Nishimaru) , Mastudaria Geki accecato dalla rabbia e rancore , uccise senza emettere alcun suono tre uomini con estrema ferocia ( decapitazione di Honda in un colpo solo , divisione in diagonale all'altezza della spalla di Toda Hikonoshin e due colpi , uno all'altezza della vita ed il secondo all'altezza della spalla a Toda Hikonoshin) lasciando "solamente" 2 feriti , ovvero Kami Goro e Mabe Genjuro ( anch'essi colpiti alla schiena) .
Questo episodio fa riflettere quanto sia pericolosa una spada in mani esperte.


Un'altro legame che accomuna la spada giapponese alla religione è la presenza di una Nihonto all'interno di un Monastero : ogni 20 anni ( stando alla tradizione Shintoista) viene "ristrutturato" l'edificio inaugurandolo con la forgiatura di una nuova spada . Questa particolare consuetudine fa ri scoprire lame antichissime in uno stato di conservazione pressochè perfetto . La particolarità di queste spade è l'assenza di Kanji del costruttore ( un profondo segno di rispetto , come per certe spade appartenute a persone di altissimo rango) e la montatura " a fodero bianco" , ovvero Shirasaya ( dall'impugnatura al fodero totalmente in legno ,senza guardia )
Essendo un simbolo ,la spada ( in questo caso un mamori tanto ) veniva regalato alla propria donna come simbolo di protezione .

Nella nihonto è possibile notare forti richiami alla religione Shintoista , come ad esempio la guardia ( Tsuba) decorata e costruita con particolari simboli nascosti ( esempio la ruota dell'esistenza) curati con dettagli maniacali .
Oltretutto , durante lo shigunato Tokugawa è possibile osservare elementi del Confucianesimo , poichè considerata dall'imperatore dell'epoca come un esempio da seguire ( con riflessi di sottomissione da parte dello Stato)
Un materiale considerato prezioso per la realizzazione della guardia era l'ottone poichè importato dalla Cina .

La materia prima della realizzazione della spada è il Tamahagne , ovvero l'acciaio gioliello . Esso deriva dalla fusione della sabbia ferrosa ( da 50 kg di sabbia si ottengono 10 kg di acciaio) con un tempo di realizzazione di 72 ore no-stop.
Dopo aver smantellato la Tatara ( il forno di fusione) il blocco viene sezionato ed analizzato dai forgiatori di spade , scartando i pezzi con anomalie ( bolle , presenza di scorie )
Successivamente , le pepite vengono portate a calor rosso e battute creando una sorta di lamine resposabili ( previo impacchettamento ) nella realizzazione del "panetto"
Preparata la billetta viene battuta e ripiegata su se stessa creando un numero elevato di strati ( un numero eccessivo di strati ha portato sperimentalmente alla creazione di una lama con delle caratteristiche non tanto interessanti )
Il tempo impiegato per la sola forgiatura di una spada è di 30 giorni con 8 ore medie di lavoro e 4 assistenti .

L'elemento caratteristico di ogni spada è la presenza dell'Hamon , ovvero il "motivo" dato dalla tempra differenziata ; tale tecnica è permessa dall'applicazione di una mistura d'argilla ( ed altri elementi ) che impedisce al dorso di temprarsi e quindi , di realizzare uno "stacco" cromatico . Ovviamente l'Hamon non ha solo valenza estetica ma anche pratica , poichè rende la spada più resistente al filo e più "morbida" al dorso ottenendo una buona superficie atta a parare i colpi ( la scherma giapponese utilizza questa tecnica e di conseguenza non esisteva la concezione del doppio filo in una spada, se non in tempi remoti )
Alle volte , attraverso al solo hamon è possibile risalire al costruttore della spada , poichè peculiari e caratteristici di costruttore in costruttore oltre che hai Kanji impressi sul manico.
Un piccolo fatto interessante: su certe spade , è stato impresso una sorta di "prova di banco" un pò macabra, ovvero , la prova di quanti corpi riesce a tagliare con un solo fendente , non dimenticando ovviamente l'esecutore del "taglio" .

Al termine della forgiatura la spada viene affidata al politore , detto anche Togi .
Il compito del politore oltre a quello di rendere la lama degna del proprio nome ( facendo risaltare l'Hada , ovvero la trama dell'acciaio) è anche quello di preservarla nel tempo , effettuando la manutenzione straordinaria .
In una certa ottica lo si può vedere come un vero e proprio restauratore di lame .
All'arrivo della spada , il togi elimina le sbeccature della lama con un movimento perpendicolare sula pietra .
Al termine , la spada viene lucidata con una sequenza sempre di fine come segue:

( tutta questa operazione condotta da un esperto , dura come minimo 100 ore di lavoro)

Binsui
Kaisaei
Chu Nagura
Koma Nagura ( utilizzato anche nell'affilatura dei kamisori , infatti il suo costo più elevato è dato dalla forte richiesta nella lucidatura delle katane giapponesi)
Uchigumori
Hazuya , proveniente da una Uchigumori (Mizu Asagi)
Jizuya , proveniente da una Narutaki kiita ( molto dura)
( queste due scaglie vengono incollate sulla carta di riso con lacca urushi per aumentarne l'ergonomicità facendo molta attenzione alla lucidatura finale , ricordando che le pietre dure se usate impropriamente "rigano" l'acciaio)
Finitura della punta ( kassai) su Narume , ovvero una sorta di fisarmonica di legno che assicura una pressione costante durante il movimento .
Nogui ( ossido di ferro )
Ibota : astine di acciaio durissimo che sfregate velocemente sul’acciaio (assieme ad una polvere lubrificante, ibota derivante dalla triturazione delle cicale) ne compattano la superficie rendendola lucida e riflettente.

(foto prese da internet) :

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Qualche dettaglio sull'evoluzione della spada :

La spada giapponese deriva dall'influenza Cinese e Coreana.
La realizzazione dello strumento ed il suo stile vengono determinati anche dalle situazioni storiche e politiche : l'apice tecnico della spada è stato raggiunto durante il 1200 poichè periodo di forti guerre .
Sucessivamente , a "causa" della pace il "target" sè spostato sull'aspetto estetico (dal 1400 fino al 1800 si tratta di un periodo di pace , dove si possono ammirare le spade più finemente decorate )
La spada si evolve da dritta a curva ( causata dalla tempra differenziata , questo fa in modo che si creino delle tensioni che "impennano" la lama) con la posizione del filo dal basso verso l'alto facilitando l'estrazione ed l'impatto con un solo fendente .
Una spada molto simile alla katana è la tachi , dove spesso viene confusa ( anche se alcuni modi per riconoscerla sono la firma posta sul lato interno , il contrario per le katane)
La Katana con la Wakizashi realizzano il set del samurai , tra l'altro non permesso ad altri.

Un ringraziamento a Manuel Coden ( forgiatore) e a Francesco Marinelli ( apprendista politore di Massimo Rossi) per l'ottimo incontro

Il canale youtube dell'associazione INTK :

https://www.youtube.com/channel/UCavl4OG5LcZabJogyWvkhhw
Il sito internet : http://www.intk-token.it
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Re: La spada giapponese, tra mito e realtà

Messaggioda Aldebaran » 07/12/2016, 9:18

Buongiorno a Tutti!

Gene, ti ringrazio per aver scritto un resoconto cosi dettagliato dell' Evento. Ti deve esser costato molta fatica redarlo cosi bene, grazie ancora, a nome di tutti !
Ho notato che nella bibliografia hai citato giustamente il forum INTK sulla cultura giapponese che potrei definire, in quanto a serietà, il nostro " alter ego ".
Vedrò di non lasciare questo resoconto nella sezione Eventi, perché, secondo me, dovrebbe essere usato per integrare altri testi nelle varie sezioni del Nostro Forum concernenti il mondo giapponese.

Dopo aver letto il testo di questo thread posso scrivere che:

1.
[...] Alla luce di questi eventi e di quella che pareva essere una maledizione della casata dei Tokugawa, Tokugawa Ieyasu vietò il possesso di tutte le Muramasa ( pena la morte).
Alcune furono distrutte, mentre molte altre furono nascosto o alterate nei Kanji .[...]


Alterare i Kanji o falsificarli, era punibile con la pena di morte, pena che veniva inflitta a tutta la famiglia.

2.
[...] L'elemento caratteristico di ogni spada è la presenza dell'Hamon , ovvero il "motivo" dato dalla tempra differenziata ; tale tecnica è permessa dall'applicazione di una mistura d'argilla ( ed altri elementi ) che impedisce al dorso di temprarsi e quindi , di realizzare uno "stacco" cromatico . Ovviamente l'Hamon non ha solo valenza estetica ma anche pratica , poichè rende la spada più resistente al filo e più "morbida" al dorso ottenendo una buona superficie atta a parare i colpi ( la scherma giapponese utilizza questa tecnica e di conseguenza non esisteva la concezione del doppio filo in una spada, se non in tempi remoti )
Alle volte , attraverso al solo hamon è possibile risalire al costruttore della spada , poichè peculiari e caratteristici di costruttore in costruttore oltre che hai Kanji impressi sul manico. [...]


La spada assume una leggera forma arcuata ( la punta va verso l'alto ) proprio perché durante il trattamento termico le parti con differente durezza creano delle spinte interne tali da dare alla lama quella forma.
Di Hamon, come hai giustamente scritto, ne esistono di varie tipologie. Per la precisione, la parte di hamon visibile sulla punta della lama (kissaki) si chiama bōshi (母子, "pollice"). Questi sono alcuni tipi di bōshi accompagnati dal significato letterale e dal periodo storico a cui si possono riferire:

kaen bōshi (火炎): "a forma di fiamma" - era Hogen (1156-1159);

jizo bōshi: "a forma di testa di prete" - era Hogen (1156-1159);

kaeri tsuyoshi bōshi: "solo sul dorso della punta, rivoltato" - primo periodo Kamakura (1170-1180);

ichimai bōshi: "area della punta interamente temprata" - periodo Kamakura (1170-1180);

yaki zumete bōshi: "attorno al filo della punta", che termina sul dorso senza Kaeri, Periodo Meiji (1868-1912);

mru bōshi: "a forma di gruppo di persone";

midare bōshi: "area temprata irregolarmente", era Hogen (1156-1159).Il particolare tipo di tempra "differenziata" tra dorso e filo produce una linea di colore leggermente diverso sul tagliente, detta hamon (刃文).
La forma dello hamon costituisce un segno identificativo, per un occhio esperto, dell'epoca della lama e dell'autore costruttore (tōshō, 刀匠). Alcuni tipi di hamon accompagnati dal significato letterale e dal periodo storico a cui si possono riferire sono:

ko-midare (小乱れ): "dritta frastagliata piccola" - periodo Heian (987-1183);

sugu-ha (直ぐ刃): "dritta" - periodo Kamakura (1184-1231);

notare-ha: "finemente ondulata" - era delle Dinastie Nordiche e Meridionali (1334 -1393);

hitatsura (皆焼): "tutta fiammeggiante" - era delle Dinastie Nordiche e Meridionali (1334 -1393);

midare-ha (乱れ刃): "irregolare" - periodo di Mezzo Muromachi (dopo il 1467);

gunome-ha: "ondulata largheggiante come le nuvole" - periodo di Koto (circa 1550);

kiku-sui-ha (菊水葉): "a fiori di crisantemo che galleggiano sull'acqua", che i francesi chiamano extremement alambiquè, in quanto simile ai vapori che si producono nell'alambicco - primo periodo dell'era di Edo (1600)
;
sambon-sugi-ha: "gruppi di tre abeti", ove il centrale è più alto degli altri due - periodo Edo (1688-1704);

toran-ha: "ondulato come le onde dell'oceano" - periodo finale di Edo (1822);

3.
La spada giapponese deriva dall'influenza Cinese e Coreana.


I cinesi costruivano ottimi mantici da tempi immemorabili. Anche la Krupp li utilizzava, in un lontano passato.

4.
[...]Questo episodio fa riflettere quanto sia pericolosa una spada in mani esperte[...]


A me e ad Ura infatti ci ha insegnato a sguainarla il signor Luca Piatti del negozio Kottoya.

So che hanno visionato anche uno dei rasoi Jap Medusa ( Exsence 2013 ). Chissà cosa ne hanno pensato dei vari cicli termici che ho dovuto attuare per ottimizzare il taglio della barba.

Grazie ancora, buona giornata,
Andrea
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Re: La spada giapponese, tra mito e realtà

Messaggioda Gene » 07/12/2016, 9:54

Grazie Aldebaran per le ottime parole da te scritte
All'incontro ho portato anche il kamisori "Medusa Exsence 2014" : sono rimasti molto colpiti dalla fattura e soprattutto dai ben 11 trattamenti termici eseguiti :shock: definendoli anche eccessivi :lol:
Purtroppo non ho potuto scattare nessuna foto con i realatori a causa del treno imminente
E' stata una piacevole serata
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Re: La spada giapponese, tra mito e realtà

Messaggioda Aldebaran » 27/12/2016, 18:35

Buonasera,

vorrei solo aggiungere qualcosina sul Tamahagane e la sua creazione. I Maestri che creano le spade con il Tamahagane impiegano mesi nella loro messa a punto e hanno degli aiutanti che coadiuvano il suo lavoro. Vi è anche un Maestro che tramite la politura/ affilatura con pietre ed una soluzione contente arsenico fa risaltare l' hamon ottenuto tramite forgiatura.
Per quanto concerne le fucine, i mantici e i magli ( quest' ultimi non molto utilizzati per la creazione di spade e Tamahagane ) rimando il discorso, ma, se foste interessati, potrei iniziare a scrivere qualcosa di quello che so, desunto dal libro di tecnologia meccanica del Prof.Alfredo Galassini ( lavorazione a caldo ). Per il momento vi consiglierei la lettura di questo interessante articolo scritto da Gene.
Il Tahamagane viene creato con sabbia ferrosa e legno di pino. Il motivo per cui viene utilizzato il pino l'ho scritto tempo fa qui. Vi sono dei distretti scelti per la raccolta della sabbia e dell'argilla ( quest'ultima utilizzata per creare il " forno "), come accade per le pietre da affilatura.
Come già scritto da Gene, la durata della produzione è di 72 ore.
La proporzione in peso è 12 tonnellate di legno di pino e 8 t. di sabbia, da cui si ricavano 2 t. di Tamahagane.

Buon proseguimento,
Aldebaran
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