Il cassetto di Paolo Malinverno

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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda arielina » 12/03/2016, 10:42

Ciao Paolo, sono andato a visionare un Heljestrand Mk31 a milano, nos perfetto lama 17mm, completo, 90 € ,ero gasatissimo, lo guardo e orrore la lama e STORTA, impossibile da affilare, non ho concluso l'acquisto.
Ma come e possibile in rasoi di cosi alto blasone?
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 18/03/2016, 1:21

Ciao scusa il ritardo; sono in Tasmania e non sempre trovo un w.f...... calcola che la Heljestrand ha chiuso quasi 40 a nni fa, e nel frattempo puó essere successo di tutto....anche che siano finite sul mercato lame scartate dalla produzione. Per fortuna pare che siano pochissimi casi. Se vuoi un Mk 31 quando saró di ritorno potremo parlarne e trovare una soluzione
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda arielina » 18/03/2016, 2:56

Ok, grazie resto in attesa
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Raffaelege » 05/04/2016, 18:41

Questa volta io mio ringraziamento va a Paolo
Visto il suo entusiasmo nel descrivere questi rasoi decido di acquistarne uno.Volevo prendere un 24 ma poi ho optato per un 31.
Che dire uno profondità di taglio unita ad una dolcezza finora mai provata
È un vero peccato che io abbia dimenticato il nome di questi rasoi e non riesca più a trovarli su ebay :D
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 06/04/2016, 20:54

Aspetta aspetta che forse mi ricordo.......... mi pare: Radere-o-non-radere.....o forse.......mah! Prima o poi mi verrà in mente!
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 18/04/2016, 0:14

Tornato; un caro saluto a tutti.
Mi sono arrivate dal freddo Nord un po' di carabattole acquistate prima della partenza; cominciamo con le pietre:

36510 36511
Una belga vecchiotta assai, anno 1820...... parzialmente bagnata dopo lappatura. Misura cm 20 x 4,5. E' piuttosto spessa e non si vede la classica pietra di rinforzo ( o lo strato blu naturale) anche perché affogata nel legno e nell' olio rappreso. Gli esperti in pietrame riconoscono il tipo?
Velocissima e dall'effetto molto dolce ( ma non sono due caratteristiche antitetiche?)

36514
Una Tam O' Shanter piccola piccola; funziona egregiamente come ultima pietra prima della finitura, ravvivando velocemente un bisello un po' moscio...........
Ottima pietra da...palmo.

3651236513
Una giapponese di origini oscure e grit ignoto. Dalle prime prove la posizionerei tra 2.000 e 3.000, ma potrebbe essere anche un po' più alto. Velocissima nel rendere tagliente una lame "spenta" in acciaio Sheffield; da testare con altri acciai. Potrebbe essere una alternativa alla Candia. Pietra dalla grana estremamente sottile, tende ad un certo risucchio all'approssimarsi del termine dell'affilatura. Qualcuno è in grado di identificare cosa riporta sul fianco?
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 25/04/2016, 23:12

Continuiamo con alcuni Helje che mi mancavano:

36828

MK 64, un 5/8 dalla inusuale punta rotonda. Poco diffuso, ha una lama decisamente hollow ed è arrivato con una affilatura molto tagliente ma non troppo delicata. Prenotato per qualche giro di giostra sulla Water of Ayr che non mi ha mai deluso, poi strop canguro e....via.

36829 36830

Helje KB Extra e modello senza nome, il primo sui 16,8 il secondo sui 16,5 mm
Presi più che altro per verificare se la qualità Heljestrand si mantenga ad alto livello anche in queste produzioni, diciamo "secondarie"....... .
Essendo arrivati con una discreta affilatura, vedrò di finire anche loro su W.of A. per verificare il livello di miglioramento.......... .
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 28/04/2016, 20:17

Poi due Helje che mi mancavano,
un Royal Kindall piccino piccino (14 mm alla "svedese"....), ma con una bella grinta

36940

E un tutto acciaio 923 F

36941
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 02/05/2016, 0:05

Mi piacciono i frame-back: fantasiosi nei metodi di fissaggio delle lame, generalmente si affilano molto facilmente e concedono delle piacevoli rasature. Di contro è difficilissimo trovare delle lame di ricambio; eppure esistevano anche settimanali........minori, laddove al posto delle lamotte dei mano libera classici erano presenti le sottili lame tipiche di questi rasoi, mano libera...al risparmio.

37076

Thiers Issard 69 molto ben conservato, a parte le guancette sostituite di recente. Vorrei chiede ad Altus consiglio sulla tipologia di manico per la sostituzione. Presumo sia un oggetto databile al secondo decennio del '900

Un Boker pescato nel freddo Nord

37077

Boker Triplus.....a cosa si riferirà la scritta? Tripla tempra ( sembra uno scioglilingua...), tripla affilatura, tripli controlli?

La scatola con la elegante grafia ( che lo posizionerebbe, direi, tra fine '40 e primi '50)

37078
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 04/05/2016, 0:13

Jonathan Pitchford, una bella lamotta wedge da 18mm, e due deliziose rondelle a fiore; il manico è da poco uscito da un bagno in olio di piede di bue, e andrà poi smerigliato per togliere le scagliette che il tempo e l'uso hanno coltivato....... .
Il riconoscimento del marchio lo devo ad Altus, come sempre preciso ed esaustivo
(viewtopic.php?f=25&t=1995&p=89609&hilit=pitchford#p89609)

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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 07/05/2016, 23:38

E visto che siamo in tema di inglesi, aggiungo un gruppetto rimasto in disparte:
Thomas W.Ward & Co, una bella lama sui 13/16, leggermente hollow, barber's notch, con spalla quasi invisibile ed un manico tondeggiante in osso.
L'affilatura è impegnativa, essendo leggermente sfuggente in punta ed un po' abbondante in coda....... . Il lavoro è in corso.
37293

Lindner & Co, lama decisamente wedge, intorno ai 6/8, punta squadrata e manico in corno, che necessita di bagni prolungati nell'olio di piede di bue.......
37294

John Johnson, lama "a sella" 21mm, perfettamente allineata con il bisello, molatura appena accennata ( 1/4 hollow ? ) manico in corno nero, con graffiti di varia natura
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 11/05/2016, 21:25

World Master Otto Busch 13/16: non si poteva lasciare negli USA un rasoio con l'incisione "Kayser Hellison & Co-s" ......... .

37417 37416
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 18/05/2016, 14:54

Sembra che Maggio sia il mese delle offerte Kayser Ellison: non si poteva quindi lasciar andare questo bel Puma 52 Lauterjung & Sohn.......... .

37669 37670

6/8 in ottime condizioni; solo un po' scavato un foro del pin pivot. In lista per la prossima rasatura nelle stesse condizioni degli altri due, per vedere chi ha interpretato meglio il tema...... .
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 01/06/2016, 22:55

Un fratellino per il World Master 194: questa volta l'acciaio usato è il Böhler...... un buon motivo per un altro confronto in famiglia: World Master in Kayser Ellison vs World Master in Böhler extra

38153 38154

Elaboratissime le guancette: in punta e in coda sono decorate con applicazioni metalliche realizzate e fissate in maniera impeccabile, e realizzate con un sottile materiale trasparente ad "effetto tartaruga": plastica? corno colorato? real tartaruga?
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda altus » 01/06/2016, 23:24

Paolo Malinverno ha scritto:Elaboratissime le guancette: in punta e in coda sono decorate con applicazioni metalliche realizzate e fissate in maniera impeccabile, e realizzate con un sottile materiale trasparente ad "effetto tartaruga": plastica? corno colorato? real tartaruga?


Plastica o più facilmente celluloide, il corno colorato lo usavano solo gli inglesi nell'800 e la tartaruga gli svedesi (e i francesi nell'800). Quello è un tipico manico Solingen.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 01/06/2016, 23:39

Grazie Alessandro, anche se avrei preferito una diversa risposta...ah,ah,ah!
In effetti lo sospettavo, ma.....non si sa mai.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 04/06/2016, 14:55

Ieri rasatura-confronto con il W.M. in Böhler.......da rifare....... . Mi sembrava di averlo affilato per benino, con la belga rosa La lune, ma dopo un paio di passaggi morbidi sulla guancia, ha cominciato a stappare sul mento: o sono andato in eccesso, creando un bisello troppo debole, oppure sono stato scarso e quindi la barba del mento, più coriacea, l'ha messo in crisi. Programmata riaffilatura su Nakayama, come gli altri in K.E. e si vedrà.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 12/06/2016, 23:23

Una bella pietra giapponese recuperata nel freddo Nord:

38482 38483

Piccolina (cm 13 x 6,5 x 1,5 ) ma molto comoda da maneggiare, è stata venduta come Iwatani ma.......controllando sui siti giapponesi ( quelli che ovviamente si presentano in Inglese....) risulta che le pietre Iwatani siano molto dure ( 5 secondo la loro scala) mentre questa, alla lappatura con Atoma 1200, ha rilasciato in poco tempo una montagna di polvere simile a quella della belga gialla, anche se più sul verdognolo; ed in effetti la pietra si lascia segnare dall'unghia.
Provata con un rasoio non affilato, dopo un bel po' di passate non aveva cambiato di molto la situazione, in compenso il filo, pur ostinandosi a non tagliare, era diventato lucidissimo!
Una pietra da finitura morbida morbida?
Osservando con il lentino tessile contafili ( sarà 6 o 8 x ) si notano sulla superficie dei puntini sparsi quasi neri, tipo i granati che si vedono sulla superficie della Belga ma più piatti, come fossero scagliette e non corpi poliedrici.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 15/06/2016, 17:06

Puma 77

38604

Sembra il fratellino del Gold più grande; il tempo di fargli fare qualche giro sulla Nakayama e poi lo metterò in gara col....fratellone.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 20/06/2016, 22:51

Un pennello da viaggio svedese in argento che non si presentava granché bene:

(foto del venditore)
38775

Dopo una vigorosa pulitura con prodotti vari ( Sidol e olio di gomito....) eccolo tornato al primitivo splendore

38776 38779 38778

Prodotto in Svezia nel 1848 ( S4) è anche decisamente massiccio, oltre 50 gr contro i 30/35 degli altri pennelli simili.
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 30/06/2016, 20:39

Un insolito frame-back inglese di casa Wostenholm & Son's. Non facile la datazione...... .
Una lama eccellente dispensatrice, dopo passaggio su Nakayama, di un' ottima rasatura, mortificata da una manicatura che......non si può manco guardare.
Per fortuna mi sono rimaste alcune guancette made in Sweden in...materiale naturale che sono perfette come misura. Andrebbero modificate nella forma, per adattarsi agli usi e costumi anglosassoni; avrò bisogno dei consigli storico-stilistici del buon Altus.....

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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 05/07/2016, 23:59

Heljestrand MK 44 Le Duc stainless......o quasi!
Una bella lama 11/16 abbondanti, perfettamente conservata; il codolo invece, presenta tracce di ....ruggine proprio sopra la scritta "stainless" !
Comico direi, ma serve per ricordare che la voce "inox", nei rasoi, non è una garanzia assoluta, per lo meno nel passato recente...... .
Manico impresentabile, adattato alla meno peggio; da sostituire al più presto.



3934839349
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Aldebaran » 08/07/2016, 19:21

Altus ha scritto:

[...] Da ulteriori ricerche: in inghilterre fu usato a volte il punzone Acier Fondu per motivi commerciali

"The Sheffield cutlers didn’t like Huntsman’s steel (il cast steel) and only began using it decades after he started selling it. Most of his product went to France. Enough so that English razors were stamped Acier Fondu — molten steel — to compete with imported razors. (by Zak Jarvis)"

Ai coltellinai di Sheffield non piacque l'acciaio di Huntsman e si cominciò ad usarlo decadi dopo che lui aveva iniziato a venderlo. La maggior parte del suo prodotto andò in Francia. In quantità sufficiente a far sì che rasoi inglesi furono punzonati Acier Fondu (acciaio da crogiolo) per competere con i rasoi importati.[...]


Ho letto tempo fa un libro sulla Dinastia Tedesca dei Krupp.

penso che questo possa servire da compendio a quanto scritto dal Mod Altus

3942439425

grazie
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 08/07/2016, 22:40

Grazie Andrea, per l'aggiornamento di questo argomento storicamente molto interessante.
Certo che per i tempi siamo a livello....biblico: era un post di 11 mesi fa..........! Ah,ah,ah!
Dovrei quindi essere ( quasi! ) in dirittura di arrivo anche per quanto riguarda questo post:

1/11/2015
"Un altro Heljestrand frameback "prisbelont"; questa volta con lama Sandvik.
Interessanti le scritte sui telai dei due modelli frameback prisbelont:
il precedente riportava "Dannemora gjutstål" ovvero Dannemora cast steel, e già sappiamo che Dannemora era il nome di una importante fabbrica svedese di acciai di alta qualità.
Questo riporta "Sandvik Bessemer stål" ovvero Acciaio Sandvik (ottenuto con metodo) Bessemer.
Il sito della Sandvik riporta il 1898 come l'anno di installazione delle prime fornaci Martin e la conclusione dell'era Bessemer; quindi l'acciaio della lama è verosimilmente anteriore a questa data. Ma a quando risale il "cast steel"?
Non essendo un esperto di storia della metallurgia, mi chiedo quale sia l'ordine cronologico di queste due diverse interpretazioni dello stesso tema..... "
Grazie ancora, lo so che sei ultra-impegnato......
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Re: Il cassetto di Paolo Malinverno

Messaggioda Paolo Malinverno » 08/07/2016, 22:54

Scatola porta-pennello in argento sterling, marcata Birmingham 1903; interessante l'attribuzione al clan scozzese Stuart of Bute, un ramo cadetto del clan degli Stuart, titolare di un curioso motto inciso, in latino, sul coperchio : "Nobile è l'ira del leone"...... che denota, oltre ad una smisurata superbia, un bel caratteraccio, ah,ah,ah!

39434 39435
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