[Tutorial] Affilatura: alcune informazioni per chi inizia

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[Tutorial] Affilatura: alcune informazioni per chi inizia

Messaggioda bel_riose » 04/06/2013, 14:15

Vorrei dedicarmi ad una rapida carrellata di quello che può essere utile sapere a chi inizia l'avventura del rasoio a mano libera, per quanto riguarda l'affilatura di mantenimento.

Questa non vuole essere una guida, e tanto meno un trattato scientifico: è in realtà un veloce riassunto per dare le nozioni base al principiante, in modo che possa buttarsi con più fiducia e slancio nella sua nuova passione, e nelle discussioni del forum.

Non tratterò dell'affilatura partendo da zero: affilare è un'arte, che si può imparare, certo, ma che richiede pazienza e studio. Non si possono riassumere pagine e pagine di forum in poche righe. Tratterò principalemente del mantenimento di una lama affilata.

Voglio poi premettere che questo testo è frutto della mia personale esperienza: i risultati e le convinzioni di altri utenti potrebbero essere diverse dalle mie, per cui quello che scrivo non deve essere preso come Unica Verità, né tantomeno come espressione del pensiero dei moderatori o dello staff del forum.

Infine, ricordo che nessuno scritto sostituisce il buon senso e l'attenta osservazione: ricordatelo sempre quando affrontate un lavoro.

Bene, iniziamo.

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Il nostro utente, che chiameremo Asterix, è riuscito a procurarsi un rasoio perfettamente affilato: "shave-ready" come si dice.
L'ha comprato da un utente esperto del forum, oppure su un negozio online di quelli che vendono davvero rasoi shave-ready, oppure l'ha mandato ad affilare ad un affilatore esperto del forum.
Ha coramella, pennello, sapone e dopoborba, ed è pronto ad iniziare.

Asterix è molto contento: sa che dalla corretta affilatura dipende il comfort della sua rasatura. Le prime sbarbate sono fenomenali: il rasoio scivola dolcemente sulla schiuma, nessuna irritazione, il rasoio non si impunta e non gratta.

Ma Asterix, che ha letto e studiato molto, sa che non può durare per sempre: il suo rasoio necessiterà prima o poi di un'"affilatura di mantenimento".

Può inviare il rasoio ad un utente esperto affilatore, ma in realtà Asterix è un coraggioso, e vuole imparare a mantenere il suo rasoio da solo. Il rasoio a mano libera è un'arte antica, e i nostri avi preferivano sporcarsi le mani!

Sa di cosa avrà bisogno: avrà bisogno di pietre!
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Dell'affilatura in generale.


E' dalla notte dei tempi che gli uomini cercano di uccidere tutto quello che gli passa sotto tiro. E per costruire qualunque oggetto, è necessario tagliare dei materiali.
Affilare è l'operazione che tende a creare un "filo" sulla lama.
Il filo nasce dall'impostazione di un bisello (o bevel, in inglese) in cui si formano due superfici piane e convergenti: il filo è la retta di congiunzione di queste due superfici:
Immagine
(immagine sito coticule.be)

Nella teoria, il filo dovrebbe convergere ad uno strato monoatomico di metallo: in pratica il filo è molto più spesso e irregolare, ma queste irregolarità sono invisibili ad occhio nudo.

Il rasoio a mano libera, per lavorare, deve essere affilatissimo. Il più affilato dei coltelli non è pari a un mediocre rasoio.
La forma ed il metallo della lama di una rasoio a mano libera sono stati studiati nel corso dei secoli per riuscire ad ottenere un'affilatura eccezionale.

Un filo così "spinto" è però delicato: non possiamo parlare proprio di "usura": il pelo e la pelle umana sono infinitamente meno duri del metallo della lama. Uno strato di metallo così sottile, però, tende a (micro-)arrotondarsi e (micro-)piegarsi, per cui le sue caratteristiche di taglio peggiorano col tempo.
Errori di scoramellatura, colpi, incidenti, possono poi compromettere la nostra delicata affilatura.

L'affilatura di un rasoio viene fatta per asportazione di materiale: si asporta un sottilissimo strato di metallo, da entrambe le parti della lama, in modo che il filo ritorni intatto (come nota, altri strumenti da taglio come falci e roncole vengono invece affilate per "battitura", ovvero il filo viene martellato in modo da assottigliarlo: manco a dirlo, non è un metodo che si possa usare con i nostri deliziosi rasoi!).

La geometria di una lama di un rasoio è stata studiata in modo tale che, se la lama viene appoggiata sul filo e sulla costa, l'angolo di affilatura è quello corretto.
In un coltello, invece, l'angolo di affilatura deve essere dato dall'operatore, che tiene la lama con una certa inclinazione.
La geometria del rasoio è stata studiata quindi per essere usata su superfici piane: capite bene perché ci battiamo ogni giorno contro l'affilatura degli arrotini: le mole sono circolari, quindi non avranno mai l'inclinazione corretta!

E' quindi molto importante che il rasoio venga affilato costantemente, e nel modo che è stato studiato dai suoi inventori.

Metodo e pietra.

Nel corso dei secoli, l'uomo si è accorto che alcune rarissime pietre avevano la capacità di affilare le sue lame.
Queste pietre, che chiameremo "pietre da affilatura naturali", si trovano a ben vedere in pochissime zone del mondo.
Hanno la caratteristiche di essere degli abrasivi naturali: grani minuscoli e durissimi annegati in una matrice più morbida, che si presta ad essere portata alla completa planarità.
Estrarre questi materiali è difficile e laborioso, per cui le pietre da affilatura naturali tendono ad essere piccole, e soprattutto strette. Un centimetro di larghezza in più può tranquillamente far raddoppiare il prezzo.

Man mano che la tecnologia avanzava, fin dagli anni '30 del secolo scorso sono iniziate le sperimentazioni per creare delle "pietre da affilatura artificiali", il carborundum è stato il primo, riuscito, tentativo di sostituire le costose pietre naturali.
Il concetto è lo stesso: grani microscopici e durissimi annegati in una matrice.
Oggigiorno la disponibilità e la qualità di queste pietre artificiali è molto aumentata, rendendole di fatto un'alternativa alla pari con quelle naturali (e qui, in un forum come questo, si apre la disputa infinita tra naturalisti e artificialisti!).

Le pietre, naturali o artificiali, son tutte uguali?

Per fortuna, no.
Qualsiasi sia la tecnica di affilatura che si sceglie di seguire, questa prevederà sempre l'uso di abrasivi di diversa abrasività (grana o grit).
E' impensabile riuscire ad ottenere un filo perfetto utilizzando una pietra grossolana, e richiederebbe un tempo infinito affilare una lama utilizzando solo una pietra da lucidatura.
Il "grit" è indicato da un numero: più questo numero è alto, più la pietra è fine, più è basso, più è grossolana.
(attenzione, ovviamente ci sono due diverse scale standard del grit: per fortuna vanno nella stessa direzione, ma non sono sovrapponibili. Le carte-vetro seguono la loro scala, che si riconosce perché indicata da un numero preceduto da una "P", tipo P200. Le nostre pietre seguono una scala diversa, indicata solo da un numero).

Ecco quindi che le scelte si ampliano: quali grit servono?

Nell'affilatura dei coltelli, una pietra grossolana è una a grana 100, e una pietra superfine da lucidatura è una grana 1000.
Ma i nostri rasoi sono molto più affilati, abbiamo detto.

Per noi, una pietra grossolana è una 1000, una pietra media è una 3000-4000, una pietra da lucidatura finale è una 8000-12000.

L'uso di una pietra grossolana 1000 esula dall'oggetto di questo testo, e quindi rimando ad altri scritti.

Quello che serve al nostro Asterix per manutenere il suo rasoio sono una pietra media ed una da luicidatura.
Vedremo che ci sono anche delle alternative percorribili, ma andiamo con ordine.

La pietra naturale.

Abbiamo detto che le pietre naturali sono poche. Ma non pochissime: qui trovate il database delle pietre naturali in cui ci si può fare un'idea delle possibilità.

Visto il carattere divulgativo di questa guida, parlerò di una sola pietra naturale: la "coticule" o "belga gialla".
La coticule viene cavata in Belgio, ed è tradizionalmente la pietra europea più diffusa per l'affilatura di rasoi. Non è infrequente trovare ai mercatini e presso barbieri nostalgici, fide e vissute pietre gialle, scavate dall'uso.

La coticule, utilizzata "ad acqua", ha un grit che si aggira intorno agli 8000. Dico si aggira perché, come tutte le cose naturali, c'è una certa variabilità.
Qui vedere alcune di queste pietre:
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La coticule si può comprare direttamente dalla cava: http://www.ardennes-coticule.be/en/, oppure da negozi specializzati http://www.rma-tools.com/index.php?main_page=index&cPath=67_84_85.

Ci sono poi in giro delle splendide coticule storiche, che se rimesse a nuovo e lappate, faranno perfettamente il loro lavoro: queste si possono trovare su ebay, o con un po' di fortuna nei mercatini o dai vecchi barbieri. Attenzione che la roba vecchia è da testare con cura, perché potrebbe essere anche molto peggiore di quelle attuali!

Nella foto sopra potete vedere una coticule che arriva dalla cava e una scovata in un mercatino e rimessa a nuovo.

Quanto grossa?
A mio parere, la coticule non deve essere più piccola di 150mmx40mm. Una pietra più piccola può essere utilizzata, ma con più difficoltà. Il limite massimo di larghezza è invece dato teoricamente dalla larghezza della lama del rasoio: 3 pollici, quindi circa 7,5cm. Non preoccupatevi, il prezzo vi avrà già fermato prima...
A parità di larghezza, una pietra più lunga permette di fare meno passate, ma il guadagno non è così favorevole.
A parità di lunghezza, una pietra più larga permette di affilare meno in "diagonale" e quindi anche qui fare meno passate.

Ora, avevamo parlato di una pietra media, dov'è sta pietra media?

Una delle caratteristiche formidabili della coticule è che può fare anche da pietra media.
Nella foto sopra, tra le due pietre più grosse, ne vedete una più piccola: questo è un "bout", una scheggia che serve a fare il cosiddetto "slurry", o fango che dir si voglia.

Strofinando due coticule una sull'altra, in presenza di acqua, l'abrasione fa sì che si liberino in sospensione particelle di matrice e grani di abrasivo.
Questi grani "liberi" e in grande numero aumentano di molto le capacità abrasive della pietra.
Una coticule utilizzata "con slurry" può avere una grana equivalente di 3000-4000. Proprio quello che ci serve.

Però attenzione, dovremo ricordarci di procurarci anche un "bout". Presso la cava e i negozi li vendono, mentre è molto difficile che su un mercatino si trovino.

Quindi il nostro Asterix, se vuole seguire la strada tutta naturale, avrà bisogno di una coticule almeno 150x40, e di un bout.

La pietra artificiale.


Anche qui le alternative sono varie, e trovate l'apposito database delle pietre artificiali.
Nel corso degli anni i produttori di pietre artificiali sono aumentati e offrono ora serie super complete di pietre.

Vi voglio qui parlare però, anche in questo caso, di una sola pietra: la Naniwa combinata 3000/8000.

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L'alternativa minimale alla coticule è anche qui una pietra "doppia": entrambi i lati sono utilizzabili ed hanno uno grit 3000 e uno grit 8000.
Anche la Norton produce una pietra simile, con grit 4000/8000, ma ultimamente le preferenze degli utilizzatori di rasoi sono andate alla Naniwa.

La Naniwa si usa solo e sempre "ad acqua": praticamente nessuna pietra artificiale può essere usata con slurry.
Presenta due grandi vantaggi (vantaggi che valgono nei casi più comuni, occhio): la dimensione e la confrontabilità.

La Naniwa Super Stone ha dimensioni 210mmx70mm, quando una coticule 200x60 costa già tre volte tanto (210x70 la dovrebbero cavare apposta).
Essendo una pietra artificiale, ogni pietra è uguale: se avete paura della variabilità di una pietra naturale, con la Naniwa non può succedere.
Un buon negozio per questa pietra è qui: http://www.utensiliprofessionali.com/naniwa-stones.html

Il nostro Asterix potrà quindi dotarsi di una Naniwa 3000/8000 e non avere bisogno d'altro.

E le alternative?
A livello pratico, alternative non ci sono: l'affilatura passa dalle pietre.

A livello teorico e storico, di alternative invece ce ne sono almeno due.

La prima è rappresentata dalle "Barber' Stones". Queste rappresentano l'avanguardia delle odierne pietre artificiali.
Erano pietre (non vengono più prodotte) indirizzate ai barbieri, che le tenevano nel taschino del camice, per utilizzarle rapidamente (lubrificate ad acqua o schiuma da barba!), ogni tot clienti.
Qui ne vedete due:
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La più famosa è la Franz Swaty, ma ne esistono anche altre.

Io personalmente non conosco nessuno che le usi in modo esclusivo. Si trovano comunque facilmente su ebay, a una quindicina di euro.
Qui vedete le dimensioni di una Swaty, una coticule 150x40 e una Naniwa:
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La seconda alternativa è la "coramella per paste".
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Sebbene anche qui gli appassionati si diano battaglia tra quelli che ritengono che la coramella per paste arrotondi il filo e quelli che non lo credono, anche questa è un'alternativa storicamente provata.
Si tratta di procurarsi una seconda coramella da utilizzare con apposite paste abrasive e quindi mantenere il filo in questo modo.

Conclusioni
L'affilatura è un'arte che sa affascinare e sa far arrabbiare. Nel corso degli anni aumenta la conoscenza, migliorano i prodotti, passano le mode.
Alla fine, ognuno di noi deve trovare la sua strada e l'unica cosa importante è la sensazione che si prova durante la rasatura.

Chiedo al nostro Asterix di non fermarsi, per favore, a queste poche righe, ma di continuare a leggere e a farsi un'idea sua, perché le alternative sono davvero tante.

Buon lavoro!

APPENDICE 1

La lappatura delle pietre


Ancora due parole, per approfondimento.

Abbiamo visto che per fare manutenzione al filo del rasoio utilizzo una pietra (naturale o artificiale): e per fare manutenzione alla pietra?

Come detto, i grani abrasivi di cui è costituita la pietra non si danneggiano in condizioni normali; discorso diverso per la matrice in cui sono annegati.
Questo materiale tende ad usurarsi, col tempo, con il risultato che la pietra non è più perfettamente piana.

Il fatto che non sia piana è un problema da non sottovalutare, perché per questo motivo la lama del rasoio non toccherà in modo uniforme e quindi l'affilatura che ne scaturirà sarà imperfetta.
Le pietre tendono a scavarsi nel centro, perché le passate difficilmente arrivano fino sul bordo. Possono consumarsi anche in maniera disuniforme per altri motivi, comunque.

Qui vedete una pietra che ha bisogno di essere lappata:
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Ve ne accorgete dal fatto che si formano strisce nere molto marcate in alcune parti, mentre in altre la pietra rimane pressoché pulita.
Attenzione che ci sono varie "gravità" di questo fenomeno, una certa disuniformità è concessa, non è che la pietra va lappata maniacalmente!

Lappare una pietra in casa è molto semplice.

I due metodi più diffusi sono la carta seppia e la piastra diamantata.

Lappatura con carta seppia
La prima cosa che serve è una superficie perfettamente piana. Sembra difficile da scovare, ma le nostre case ne sono piene: davanzali in marmo, tavolini col ripiano di cristallo, il top della cucina. Unica attenzione è che dovrete bagnare questa superficie, quindi occhio a cosa scegliete!

Poi serve della carta seppia: la carta seppia è una carta abrasiva resistente all'acqua. La trovate facilmente dal ferramenta o ai vari Brico Center, venduta in fogli con scritto su "waterproof".
Si possono usare varie grane, che vanno dalla P60 alla P320 (io uso quest'ultima).
Procuratevene 2 o 3 fogli, perché lappando si consuma.

Vi serve ancora dell'acqua, una comune matita e la vostra pietra.

Per prima cosa, tracciate sul lato da lappare delle righe con la matita: vi serviranno per sapere se state abradendo tutta la superficie e vi segnaleranno quando il lavoro è finito:
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(foto by filotto78)

Poi cospargete la superficie di appoggio di acqua e fatevi aderire la carta seppia.

A questo punto, mettete la pietra con il lato da lappare a testa in giù, e dateci dentro!
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Ogni tanto, rovesciate la pietra, e guardate come si consumano le righe della matita:
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(foto by filotto78)

Quando saranno tutte consumate, avrete finito!
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(foto by filotto78)

Tutto questo si può fare anche con la piastra diamantata da lappatura.
Qui vedete una piastra da rettifica Naniwa (http://www.utensiliprofessionali.com/G-abrichtblock.html)
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(foto by paciccio)

Il risultato è molto buono, ma queste piastre hanno un costo non trascurabile, per cui l'acquisto è da valutare.

APPENDICE 2

Nozioni base di affilatura


Voglio poi ancora fare una carrellata veloce e volutamente incompleta delle nozioni base di affilatura, che serva da stimolo ad approfondire gli aspetti avanzati di questa interessante pratica.

Bevel setting, Honing, Finishing

L'affilatura di un rasoio è normalmente divisa in tre fasi: la formazione del bisello, l'affilatura e la lucidatura finale.

La stragrande maggioranza dei rasoi in commercio viene venduta con il bisello già formato, ma ci sono casi (lama con denti e crepe, rasoi arrugginiti, rasoi rovinati dalla mola) in cui il bisello va nuovamente creato.

Questa fase si affronta con pietre di grana grossolana (per i rasoisti, ricordatevelo!): normalmente 1000, ma anche 800 se i danni sono estesi e si vuole procedere più in fretta.

La seconda fase è quella dell'affilatura con una pietra di grana media (3000, 4000, ma anche 6000). Alla fine di questa fase il rasoio taglia, ma non è confortevole sul viso.

La terza fase riguarda la lucidatura finale, ed è quella che si affronta con pietre di grana finissima (da 8000 a 12000) e serve a lucidare il filo e renderlo confortevole.

Mille parole si possono dire su come e quando passare da una fase all'altra, ma qui non verranno dette!
I vari metodi e le varie scuole di pensiero hanno tutte la loro soluzione, e questa parte "è lasciata per esercizio al lettore" (come diceva il mio professore di macchine).

Alcune cose sono da sapere:
- se il bevel non è impostato bene, il rasoio non si affilerà mai.

- se durante una fase fate un errore (alzate la costa, ad esempio), vi conviene tornare alla fase precedente.

- ci sono alcuni indicatori per sapere come sta andando la vostra affilatura (HHT - hanging hair test, test dell'unghia, test dei peli del braccio) e bisogna fare attenzione al "feedback sensorio" che trasmette la pietra (rumore, attrito, onda dell'acqua che si forma davanti al filo, colore dell'acqua che si forma, segni sulla pietra). Affilate sempre con gli occhi e le orecchie bene aperte!

- la rasatura è l'unico vero indicatore dell'affilatura: se non vi irrita la pelle e non vi provoca dolore, qualunque sia stato il metodo, era quello buono.

Infine, voglio portare l'attenzione su una tecnica che si chiama "tecnica del doppio bevel" che si affronta creando il bevel con un certo angolo, ma affilando e lucidando con un angolo più grave.
Ne avrete sentito parlare, è quella in cui si ricoprono le coste del rasoio col nastro adesivo.

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(immagine sito coticule.be)

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(foto sito coticule.be)

Questa tecnica permette di velocizzare l'affilatura, perché si interviene su meno materiale da asportare.

Le "passate"

Ci sono vari modi per passare il rasoio sulla pietra.

La più comune è la "passata a X" o "regular X"
Più la pietra è larga, meno la X è accentuata.
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(immagine sito coticule.be)

Poi c'è l'"avanti-e-indietro" o "half-stroke"
Visto che sollevare il rasoio e girarlo costa tempo e rende proni all'errore, per fare più in fretta nelle prime fasi si può evitare di cambiare faccia della lama ad ogni passata, ma si possono fare N passate avanti-e-indietro su una faccia e poi ripetere N passate avanti-e-indietro sull'altra faccia.
E' importante fare lo stesso numero di passate su entrambe le facce (in rasoi regolari), quindi non perdete il conto!

L'ultima passata che vi presento, ma puramente a scopo didattico, è la "rolling X".
E' una passata molto difficile, ma può servire in determinate situazioni:
Immagine
(immagine sito coticule.be)

Comuni difetti di un rasoio

L'affilatura di un rasoio con bevel impostato e con geometria perfetta è praticamente alla portata di tutti.
Sfortunatamente ci sono casi in cui la lama ha dei difetti, che in parte si possono correggere o aggirare in fase di affilatura. Qui si entra nell'ambito dell'arte affilatoria.

- lama storta.

La lama può essere storta. L'affilatore se ne accorge perchè ci sono delle parti che non toccano la pietra.
Un ottimo indicatore è l'onda di acqua che si forma davanti al rasoio mentre si affila: se in alcuni punti sparisce sotto il rasoio e in altri no, cattivo segno!
Il problema può anche essere evidenziato con il cosiddetto "test del pennarello".
Di solito la lama storta evidenzia i suoi difetti in entrambe le facce.
E' molto difficile da affilare. Se il filo non tocca, è necessario farlo toccare inclinando il rasoio durante la passata o insistendo su singole sezioni di lama.

- sorriso e sorriso triste.
Il filo potrebbe non essere una linea retta, ma il rasoio potrebbe presentare punta e spalla più consumate del centro (lama col sorriso) oppure peggio centro più consumato di punta e spalla (sorriso triste).
Questo è dato da un'errata affilatura in passato, per anni. Normalmente il rasoio si riesce ad affilare con la tecnica del "rolling X". Nei casi più gravi e disperati (e il sorriso triste è uno di questi), si può pensare al "breadknifing".
Il "breadknifing" è una pratica cruenta in cui il rasoio è messo di taglio sulla pietra o sull'abrasivo, e si va avanti e indietro come se si dovesse tagliare il pane. Distrugge il bisello (e la pietra non è contenta), ma riporta il filo in geometria.
Kids, don't try this at home!

- denti e crepe.
Se il filo presenta denti, si può sperare di salvare il rasoio affilando la lama (e quindi accorciandola) fino a farli scomparire.
Questo richiede di re-impostare il bisello e di lavorare con pietre a basso grit, eventualmente alzando la costa per velocizzare. Nei casi più gravi, "breadknifing".
Le crepe sono una brutta rogna. Spesso si può usare un rasoio con una crepa, ma meglio lasciarli dove sono.

- filo in geometria, ma costa irregolare.
Questo è un difetto subdolo che capita in alcuni rasoi sfortunati. Sebbene il filo sia in linea retta e la lama dritta, una delle due coste ha un'imperfezione, e quindi il filo tocca in modo disuniforme sulla pietra.
Ci si accorge di questo difetto guardando l'onda dell'acqua sulla pietra (il difetto si vedrà solo nel lato con la costa guasta) oppure osservando l'usura sulla costa data dall'affilatura (se ci sono parti più usurate di altre, è perchè sono in rilievo; se ci sono parti non usurate, è perché sono in una concavità). Anche qui, si può usare il "test del pennarello".
Come per altri difetti, si può affilare tenendo sollevata la costa in modo che il filo tocchi. Volendo, si può anche cercare di correggere il difetto, ma è un lavoraccio.


Ringrazio James, paciccio, Dr. Joska e Manfro66 per l'aiuto nella predisposizione di questa guida.
E' il mano libera di tuo bisnonno. Questo è il rasoio dei Very Uominy, non è goffo o erratico come un multilama. E' elegante invece, per tempi più civilizzati. (il barbiere di Obi-Wan Kenobi)
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Re: [Tutorial] Affilatura: alcune informazioni per chi inizi

Messaggioda paciccio » 04/06/2013, 14:37

Se avete qualche domanda su quale pietra prendere o come sceglierla
fatela pure in questa discussione LINK
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